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BLOCKUPY/ Quell'ideologia "da accampati" figlia della nostra fragilità

Pubblicazione:venerdì 15 giugno 2012

Le tende dei manifestanti (Foto: Infophoto) Le tende dei manifestanti (Foto: Infophoto)

Ma colpisce che una grande civiltà evoluta sia inciampata non su grandi obiettivi troppo ambiziosi, ma su un problema di ordinaria amministrazione, che nel dopoguerra le nostre città si erano trovate ad affrontare e risolvere (seppur con esiti che ancor oggi fanno discutere: ma tutti hanno avuto un tetto). La tenda è anche il simbolo di una generazione che si trova a vivere in spazi più ristretti e con meno risorse (e quindi meno prospettive per sé) rispetto alle generazioni che le hanno precedute: è anche questo è un fenomeno che per la prima volta, nella modernità, l’uomo si trova a vivere. Non voglio sovraccaricare di significati un fenomeno di protesta che tutto sommato continua ad avere dimensioni marginali e caratteristiche episodiche. Ma quelle tende mi balzano all’occhio come un monito di una condizione di fragilità che ci riguarda tutti da vicino, di un’incertezza che tocca persin il fatto di avere un tetto sopra la nostra testa. Il modello di sviluppo in cui ci siamo cullati, come si trattasse di percorso lineare verso un progresso infinito, si è drammaticamente inceppato. Meglio pensarci, esserne più consapevoli e  non farsi troppe illusioni: quelle tende, in fondo, sono lì a ricordarcelo. 



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