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LA STORIA/ Elena Amisano, una conversione diventata "cura" per gli altri

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Elena Amisano con padre Emmanuel  Elena Amisano con padre Emmanuel

Elena Amisano è nata nel 1917, anno di guerre e di rivoluzioni, in una famiglia poverissima che abitava a Bergamo. Si è pagata gli studi universitari insegnando, prima come maestra elementare e, dopo una laurea in Matematica, come docente alle superiori fin quando ha terminato un secondo corso universitario nella facoltà milanese di Medicina e Chirurgia, con specializzazione in Neuropsichiatria, attività  a cui si è dedicata per quasi 60 anni. E' stata una delle prime donne lombarde a lavorare con coraggioso impegno innovativo nelle strutture di assistenza psichiatrica: fino al 1972 nella città di Bergamo e poi in diversi centri sanitari del territorio.

Insieme a una rigorosa professionalità spesa con totale dedizione per i malati o per le persone che soffrivano un temporaneo disagio psicologico, Elena Amisano ha vissuto la sua ricerca intellettuale con un’appassionante vicenda interiore. Presto ammalatasi di tubercolosi anche per gli stenti sofferti a causa dello studio e del lavoro intensi, durante un ricovero presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, Elena incontrò padre Emmanuel Braghini, un frate cappuccino che seppe intuire il suo travagliato desiderio di ritrovare la fede cristiana. La dottoressa Amisano si era allontanata dalla Chiesa durante gli studi universitari compiuti in un clima di perdurante influenza positivistica; dopo venti lunghi anni di agnosticismo, ella si sentiva però “sull'orlo di un abisso” - un giorno mi confidò - e non sapeva risolversi a rischiare di nuovo, ad accettare l'abbraccio di un Dio che le si faceva incontro.

Padre Emmanuel comprese il suo dramma e trovò le parole giuste per invitarla a un gesto semplice: la confessione; Elena accettò, cosicché nella semplice camera dell’ospedale bergamasco avvenne la sua conversione: era il 21 gennaio 1957, una data da lei celebrata per il resto della sua vita. Al pensiero di alcuni famosi convertiti, la dottoressa Amisano s’ispirò poi anche per la sua originale metodologia terapeutica: fra tutti ricordo il grande Newman, rimeditato fino alla vigilia della morte. Altre letture da lei preferite erano Dante, Romano Guardini, Giovanni Paolo II e naturalmente la Bibbia, che ripercorreva ciclicamente in modo integrale. 



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