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IL CASO/ L'"eroica follia" di Chiara e Gloria: essere madri vivendo il proprio destino

Un bambino appena nato (Foto: Infophoto) Un bambino appena nato (Foto: Infophoto)

E come Gianna le cure tardive non l’hanno salvata, o forse morendo ha dato a noi una possibilità di salvezza, perché se n’è andata cosciente, serena, di più, felice, e sono parole sue: “…forse la guarigione in fondo non la voglio, un marito felice e un bambino sereno senza la mamma rappresentano una testimonianza più grande rispetto ad una donna che ha superato una malattia. Una testimonianza che potrebbe salvare tante persone...". Impossibile, ragionando col senso comune. Tornano, anche se più sommesse, davanti a una bara, davanti al volto luminoso che rimbalza da facebook, dai passa parola in rete che lo ripropongono ad ogni minuto, perché il bene contagia, non può tacere. Chiacchiere solite, eppure così ragionevoli: ma perché mai, che bisogno c’era, e adesso, quel bambino senza madre, che eroismo sciocco, non si può essere normali… Chiara e suo marito hanno mostrato una ragione più grande, e la normalità della santità. Anche qui, un’altra prospettiva. O io faccio da me la mia vita, e quella dei miei figli, o la mia consistenza è in un Altro. Che della vita è custode, e la fa durare in eterno.