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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 18 giugno, si celebra Santa Elisabetta di Schonau

Pubblicazione:lunedì 18 giugno 2012

Tutti i santi Tutti i santi

Il 18 giugno si celebra tra gli altri Santa Elisabetta di Schonau, religiosa tedesca che visse nel medioevo. Elisabetta apparteneva a una nobile famiglia e si ritiene che nacque a Bonn nel 1129. All'incirca all'età di dodici anni i suoi genitori la fecero entrare nell'abbazia benedettina di Schonau per completare la sua educazione. Qui la giovane decise di restare e di prendere i voti nel 1147, ma non era l'unica in famiglia ad aver sentito la vocazione religiosa: il fratello Egberto era benedettino e divenne abate della stessa abbazia dove si trovava Elisabetta, mentre un altro fratello, Ruggero, era prevosto in un villaggio della Sassonia. Nel 1157 la giovane venne eletta superiora delle monache (che dipendevano anche dall'abate) ed Elisabetta si avvalse spesso dei consigli del fratello, i due erano talmente legati che fu proprio lui a redigere la prima biografia della religiosa dopo la sua morte. Nel 1152 la superiora si ammalò gravemente e quando guarì iniziò ad avere visioni ed estasi. Le apparivano la Vergine e i santi che conversavano con lei, i fenomeni spesso duravano intere settimane e finirono con il debilitare il suo fisico già tanto provato, sicché Elisabetta morì all'età di soli 35 anni, il 18 giugno 1164. Ancora viva era già venerata da molti, ma venne canonizzata solo nel 1584 da papa Gregorio XIII. Le reliquie della Santa, che riposavano a Schonau, vennero profanate dagli svedesi nel 1632 e i fedeli poterono conservare solo la testa che ancor oggi viene venerata. Elisabetta ha lasciato un diario poiché il fratello l'aveva indotta a mettere per iscritto le sue visioni e da esso furono tratti dei manoscritti che ebbero una vasta eco in quei tempi e dei quali alcuni sono conosciuti ancor oggi. In essi la Santa parla del bisogno di penitenza e di rinnovamento morale della Chiesa, ma anche dell'assunzione al cielo della Vergine, mentre nel "Liber Revelationum de Sacro Exercitu Virginum Coloniensium" vi è una presentazione assolutamente fantastica di sant'Orsola che si ispira probabilmente a leggende. I critici hanno notato però in queste opere una notevole influenza del fratello Egberto, con un'attenta lettura si può tuttavia distinguere ciò che è opera delle correzioni dell'abate di Schonau. 


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