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STATO-MAFIA/ Guzzanti: nessuna trattativa perché non furono stragi mafiose

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A quell'epoca l'ambasciatore prima sovietico e poi russo chiese l'aiuto di Cossiga perché disse che il tesoro ex sovietico, in particolare del Kgb e del Pcus, era diretto in Italia per essere riciclato. 

 

In che modo?

 

Attraverso banche compiacenti, la mafia e personaggi della finanza mai identificati.

 

Che cosa fece Cossiga?

 

Cossiga si rivolse anche a Massimo D'Alema chiedendogli se ne sapesse qualcosa. Secondo quanto avrebbe poi detto Cossiga, D'Alema gli rispose che anche lui aveva ricevuto una offerta e l'aveva sdegnosamente respinta, ma che altri probabilmente l'avevano accettata. A questo punto Andreotti, con cui ho parlato della cosa, diede a Falcone gli strumenti diplomatici per una inchiesta in cui Falcone non aveva nessuna funzione formale, perché non era un pm indagante. Per quello che mi risulta Falcone invece chiese aiuto a un pm indagante e questo era Paolo Borsellino.

 

Quindi le cose si uniscono fra di loro...

 

La strage di Capaci e via d'Amelio per le loro modalità, cioè operazioni di tipo militare anche se c'era Brusca che spingeva il pulsante, e tra l'altro sulla strage di via d'Amelio hanno dovuto rifare tutto, secondo me e molti altri non hanno nulla di confrontabile con la prassi della mafia. Così come i botti successivi di Roma e Firenze non furono azioni dimostrative mafiose, perché la mafia mai è andata sul territorio continentale e la mafia mai ha fatto operazioni spettacolari con i fuochi d'artificio. Non fa parte della tradizione mafiosa.

 

Quindi, lei dice, se queste stragi non furono puramente mafiose anche se la mafia era coinvolta, non esiste neanche una trattativa Stato-mafia.

 

Esattamente.

 

E il famoso tesoro sovietico che fine avrebbe fatto?

 

Secondo i russi è stato riciclato anche con l'aiuto della mafia; secondo Cossiga, D'Alema gli avrebbe detto che un personaggio della finanza era coinvolto e che se gli avesse detto il nome di quel personaggio, che non gli disse, Cossiga sarebbe caduto dalla sedia tanto era persona di altissimo livello e conosciuta. D'Alema smentirà queste dichiarazioni, ma rimane un episodio significativo. Era una cifra enorme, che circolò su conti correnti paralleli, si disse allora e lo disse anche Cossiga, che erano conti del Pci e delle sue propaggini. Parte dei soldi finì poi anche in Germania. Stiamo parlando di miliardi di dollari.

 

Dunque le stragi furono a protezione di questo tesoro...

 

Falcone fece queste indagini con la protezione di Andreotti, il quale mandò dei fonogrammi dalla Farnesina, fonogrammi poi spariti. Quale sia stata la somma nessuna lo sa, ma certamente una somma gigantesca. 

 

Ovvio che una operazione di questo tipo si sia cercato di insabbiarla.

 

Fu una operazione italiano-siciliana con una spartizione di profitti mai quantificati e su cui è stato steso non un velo ma una lastra di piombo. Non credo dunque a nessuna leggenda tipo le stragi e una trattativa Stato-mafia, e mi sembra tutto molto artificioso perché quando furono uccisi i poveri Falcone e Borsellino ci fu una corsa precipitosa a dichiarare che era colpa della mafia, come se si volesse coprire altro che invece c'era.

 

Perché a livello internazionale questa cosa è oggi completamente taciuta? Perché i politici coinvolti non la possono dichiarare?