BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

LEGGE 194/ Mirabelli: per la Corte costituzionale il diritto all’aborto non esiste

Una manifestazione contro l'abortoUna manifestazione contro l'aborto

Con la sentenza di ieri, la Consulta non sta affermando che l’aborto sia compatibile con la Costituzione. Dice semplicemente che la questione posta dal giudice di Spoleto è infondata, e quindi non la esamina nemmeno. Nel merito della questione il magistrato ha sollevato dei dubbi di costituzionalità certamente di rilievo. Fa infatti riferimento all’orientamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che nel novembre 2011, ha ritenuto che sia da assicurare una protezione dell’embrione. Ciò è avvenuto in una materia diversa che riguardava il trattamento degli embrioni, la loro sperimentazione e brevettabilità, ma è importante sottolineare che nel merito la questione relativa ai dubbi di costituzionalità resta aperta.

 

Quindi la legge 194 potrebbe essere incostituzionale?

 

Il problema aperto è quale sia la tutela da assicurare all’embrione. Le precedenti sentenze della Consulta hanno sempre ritenuto che vada protetta e considerata anche la posizione dell’embrione. Bisogna però vedere quale dei due diritti finisca per prevalere nei casi in cui si debba scegliere tra evitare un danno per la salute della donna e salvare la vita all’embrione. E’ sempre escluso però che l’aborto possa essere un diritto, perché non esiste un diritto all’aborto, anche nella giurisprudenza della Corte costituzionale.

 

A chi tocca sollevare i dubbi di costituzionalità senza che siano giudicati inammissibili sul piano formale?

 

E’ difficile stabilirlo in anticipo. Il dato certo è che però, se anche si riuscisse a trovare il modo adatto per farlo, la Corte costituzionale probabilmente percorrerebbe una via di bilanciamento tra i diversi diritti previsti dalla Costituzione.

 

Può fare un esempio?

 

Nel momento in cui vi fosse un pericolo grave per la salute della donna, evitabile solo con l’aborto, occorrerebbe trovare un equilibrio tra i diritti della madre e quelli del nascituro. Non mi azzardo a definire quale soluzione potrebbe essere trovata, è però una questione aperta ed è molto difficile capire in che modo possa essere risolta. La stessa legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, sia pure in una formula che può apparire solo di premessa, pone come principio la salvaguardia della vita del concepito. Poi nella realtà contraddice questa stessa premessa, ma resta il fatto che si tratta di un principio tuttora riconosciuto dalla legislazione vigente.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
21/06/2012 - sentenza corte costituzionale sull'aborto (maria gonano)

Per quanto concerne la minorenne l'aborto è sempre stato autorizzato con certificato prestampato e firma a timbro con visto del giudice tutelare; tanto ormai gli aborti superano i sei milioni nell'indifferenza di politici e magistrati a tutti i livelli. Leo Aletti (Milano).