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RISTORANTI/ Nella terra di Don Camillo tra pissarei e fasò per cominciare a ricostruire

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Un piatto di carne  Un piatto di carne

L'altro giorno Barbara mi ha telefonato per dirmi che ogni tanto la terra trema ancora e quando scende la sera un poco di paura arriva. Però mai come ora ha scoperto il valore delle cose, dalla sorpresa di un risveglio con i suoi bambini all'acqua che scorre. Alla domenica non sanno più dove andare a messa, perché tutte le chiese dei paesi intorno sono inagibili. Oppure sono crollate. Ma intanto è aumentata la coscienza del valore della vita, che ha dentro la forza per ricominciare. Mi ha fatto pensare quella telefonata, dopo due giorni passati insieme a un gruppo di imprenditori nel mio Monferrato. Mi ha fatto pensare ad esempio a Crea, dove siamo stati a fare una visita guidati da Silvia Balbo, che fu allieva di Cesare Pavese. Crea ha un Sacro Monte con delle cappelle affrescate e ricche di statue bellissime, sospese nel soffitto. Ebbene, tutte queste opere sono nate proprio nei momenti di crisi, perché la gente riteneva che un giorno si sarebbe dovuto far memoria di quell'imprevisto che è la ripresa, la rinascita, che è una forza che necessariamente passa dentro la carne di ciascuno di noi. “E così la vita sarà sempre più bella” - diceva don Camillo sulla barca, mentre il paese alluvionato aveva fatto sfollare gli abitanti verso l'argine e lui predicava su una barca davanti alla chiesa di Brescello. Già, ma per capire fino in fondo cosa sia una cosa bella bisogna conquistarla. Anche Santa Hildegard Von Bingen diceva una cosa del genere nell'anno Mille. Ad esempio diceva che tutto ciò che possiamo toccare con il gusto esiste perché Egli lo ha ritenuto indispensabile per l'uomo. E poi elenca le faccende che riguardano questo “indispensabile”, tra cui la paura. Ma cosa c'entra un cibo buono con la paura? C'entra con la certezza, perché una cosa buona è come la risposta a un desiderio, una cosa immediata, verificabile, straordinaria. L'altra sera, dopo una giornata di calura, sono stato in uno di quei posti desiderabili, riposanti, che subito ho aggiunto nella mia selezione dei 2.500 locali della guida I Ristoranti del Golosario per chi ha un iPad o un iPhone. Mi ci ha portato Paolo Merli: ristorante Le Proposte a Borgonovo Val Tidone (Pc). Dal giardino, dove sono apparecchiati i tavoli, col cielo terso vedi fino a Milano. E quando scende il venticello della sera, se hai bisogno di una maglietta, vuol dire che puoi anche concederti due piatti non proprio estivi di questa cucina. Continua alla pagina seguente.



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