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STATO-MAFIA/ Grosso: attività di Napolitano legittima, contro di lui malafede

Pubblicazione:venerdì 22 giugno 2012

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Ciascuna lavora sui fatti avvenuti nel territorio di sua competenza. Dato che l’oggetto è lo stesso, in quanto si tratta di fenomeni tra loro in qualche modo collegati, è necessario che si instauri un coordinamento tra le Procure in modo da evitare perdite di tempo o decisioni nettamente contrastanti. Il rischio infatti è che affiorino elementi conosciuti da una sola Procura e ignoti alle altre due.

 

Come si può evitare che ciò avvenga?

 

Alcuni anni fa, proprio per evitare che ci fossero attività d’indagine scollegate tra loro su fatti analoghi, si è previsto di dare vita alle cosiddette “indagini collegate”. Quando più procure stanno compiendo indagini su fonti di fenomeno unitario o comunque che presentano delle analogie o dei collegamenti, si impone un coordinamento delle attività. Diventa cioè obbligatorio un passaggio di notizie e uno scambio di valutazioni. Poi ciascuna Procura sarà libera di prendere decisioni autonome, però sulla base di un patrimonio comune di conoscenze.

 

Ritiene che le “indagini collegate” siano necessarie anche in questo caso?

 

In questa vicenda si sta indagando su fenomeni di straordinaria importanza, si parla addirittura dell’esistenza di una trattativa tra lo Stato e l’organizzazione mafiosa. E’ quindi particolarmente importante che ci sia un collegamento effettivo tra le Procure.

 

Di fronte alla richiesta del Procuratore Generale della Consulta, il Procuratore Antimafia Piero Grasso ha replicato che non si correvano rischi di mancato coordinamento …


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