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DIRITTI PD/ 2. L'esperto: coppie di fatto e famiglie non sono la stessa cosa

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Rosi Bindi (Foto: Infophoto)  Rosi Bindi (Foto: Infophoto)

Esatto: per quanto degne e meritevoli di attenzioni non sono, comunque, in grado di generare figli. Questo aspetto non è stato messo in luce e ne è nato un discorso troppo generale su unioni civili e di fatto, lasciando una sorta di libertà della scelta affettiva con l'assunzione di solidarietà che dovrebbe portare ad un riconoscimento, anche da parte dello Stato, di queste unioni. Il tutto senza, però, specificare questa gradazione di cui abbiamo parlato: famiglia fondata sul matrimonio che significa certezza giuridica, famiglia di tipo eterosessuale e, dall'altra parte, coppie omosessuali che non possono generare figli.

 

Lei pensa che il percorso che si sta intraprendendo in molte città, come ad esempio, Milano, sia costituzionalmente corretto?

 

Lo trovo profondamente errato. Dal punto di vista giuridico, questa è una materia di competenza del legislatore nazionale e non del comune. Oltretutto, crea disuguaglianze attribuendo ad alcuni cittadini che vivono in determinate aree diritti legati a status civili, quali appunto famiglia e unioni, o se risiedono in altri territori italiani ne sono privi. Questa questione riguarda tutti i cittadini dello stato italiano e se si deve intervenire, occorre farlo solo con la legge dello Stato.

 

Lei crede che attribuire maggiori diritti alle coppie di fatto, implichi doverne attribuire anche alle famiglie, magari con incentivi economici?

 

Seguendo la distinzione delle tre realtà in campo che ho premesso prima, anche a livello di incentivi, aiuti e solidarietà devono essere trattate in maniera nettamente e necessariamente differenziata, privilegiando la famiglia di tipo “tradizionale”.

 

In questo modo le coppie omosessuali sarebbero discriminate.


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