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J'ACCUSE/ Jonet (Banchi Alimentari): nella ricca Europa qualcuno è sempre affamato

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Una spiga di grano al sole (Foto: Infophoto)  Una spiga di grano al sole (Foto: Infophoto)

L’Europa si trova a dover far fronte a sfide difficili che si sono abbattute recentemente su tutti, e che riguardano la povertà, un’alta disoccupazione e mancanza di cibo. La FEBA, che coordina 245 Banchi Alimentari in 19 nazioni europee, nutre 5 milioni di persone indigenti, e questo numero è in notevole crescita a causa della attuale crisi finanziaria. Ciò nonostante, il programma europeo di aiuti alimentari è ora in pericolo, e rischia di essere notevolmente ridotto, o anche completamente annullato dai leader europei, proprio ora quando sarebbe maggiormente necessario. In coincidenza con il summit europeo del 28 giugno, la FEBA chiama i leader europei a continuare questo valido programma.

Nell’inverno europeo del 1947 fu uno dei più rigidi inverni del ventesimo secolo , e l’estate di questo anno fu uno dei più secchi. Attraverso al continente del dopo-guerra i raccolti diminuirono fortemente e la mancanza di cibo divenne acuta. In regioni dove, anche durante la guerra, l’assunzione giornaliera di calorie era al di sotto di 2.000, tale numero fu dimezzato, e in alcune nazioni, questo valore arrivò addirittura ad  un terzo .

E’ difficile immaginare che tutto questo accada al giorno d’oggi. L’Unione Europea sembra aver risolto il problema : nella maggior parte delle nazioni europee l’assimilazione media di calorie giornaliera è di 3.500 calorie , che è quasi il doppio delle calorie che la FAO considera come minimo giornaliero (1.900 calorie).

Ed ora noi non dobbiamo permettere a questa apparente situazione di benessere di ignorare il grande disequilibrio che si sta creando oggi in Europa, specialmente a seguito dell’attuale crisi finanziaria .

L’apparente abbondanza esistente in questa  parte del mondo, come anche negli USA e Canada , nasconde una preoccupante necessità di cibo da parte degli indigenti; il recente aumento delle richieste di aiuto ai Banchi Alimentari da parte delle strutture caritative, dimostra che il problema esiste e non può essere ignorato.

Fino all’anno scorso la EU aveva  un programma alimentare che era legato alla Politica Agricola Comune (PAC); il programma recuperava parte della produzione in eccesso generata dalla PAC, e dava queste derrate alimentari agli indigenti. Ma la riduzione delle riserve, unita alla riluttanza di alcuni stati membri della EU a acquistare sul libero mercato derrate alimentari da destinare agli indigenti , ha portato il piano di aiuti alimentari ad un punto di rottura. Se le cose rimangono come ora, il programma è condannato a finire a fine 2013 In risposta, la Commissione Europea ha stabilito una proposta, che deve essere discussa nel summit della prossima settimana, di mettere in opera un nuovo meccanismo di aiuto agli indigenti per il periodo 2014-2020.

Con l’intento di superare le opposizioni di alcuni stati membri, questo nuovo fondo non sarà più erogato sotto il capitolo della PAC, e neppure sotto l’egida del Fondo Sociale Europeo (FSE), ma sarà un programma “sui generis” fino al EU 2020 sotto il cappello “coesione sociale e politiche strategiche del territorio”.

Il finanziamento proposto per questo nuovo programma è di 335 m€ annui da paragonare ai 500m€ annui dell’attuale programma che è ora in via di ultimazione.



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