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YARA GAMBIRASIO/ La svolta? Si cerca la madre del killer, tracce di dna portano a lei

Pubblicazione:giovedì 28 giugno 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Forse l'attesa svolta sul caso Yara Gambirasio, la ragazzina uccisa brutalmente dopo un tentativo di stupro e dopo essere stata rapita misteriosamente all'uscita della palestra del suo paese, nella bergamasca. Dopo mesi e mesi di indagini del tutto concentrate sull'esame di migliaia di dna, indagini che hanno sollevato polemiche per non aver portato a nulla nonostante la spesa di grosse somme di denaro pubblico, forse si è arrivati a qualcosa di concreto. Si viene infatti a sapere che già da qualche tempo gli investigatori stanno lavorando su un dna preciso, ottenuto dalle tracce biologiche trovate sul corpo e sugli indumenti di Yara. Si sta lavorando da mesi perché ancora una volta per arrivare al possessore di quel dna si stanno esaminando circa diecimila campioni di dna prelevato da altrettante donne della zona. Infatti gli inquirenti hanno già identificato il dna del padre del presunto assassino, ma questi risulterebbe essere morto nel 1999. E' un operaio del paese di Gorno, anch'esso in provincia di Bergamo. A lui si è arrivati grazie a uno dei tanti dna raccolti negli esami di massa fatti durante le indagini, quel dna corrisponde a quello dell'assassino per quanto riguarda la traccia paterna, ma non per quella materna. Dunque l'assassino di Yara sarebbe il fratellastro del giovane di Giorno identificato grazie appunto al dna trovato su Yara, un figlio illegittimo nato da una relazione extra coniugale di cui nessuno né in famiglia né a Gorno ha mai saputo qualche cosa. Secondo gli investigatori l'uomo che ricordiamo è morto da più di dieci anni, potrebbe anche non aver mai saputo di aver avuto un figlio da quella relazione. Il periodo in cui ci fu questa relazione è la metà degli anni settanta, quando sarebbe nato il bambino, quindi il potenziale killer dovrebbe avere oggi tra i 35 e i 40 anni. Anche nel caso della madre, questa potrebbe essere già morta o addirittura essere stata una prostituta che non ha mai saputo chi era il padre del bambino. E' stato anche tracciato un identikit psicologico del sospetto assassino: "Penso che quel venerdì quell’uomo sapeva cosa fare a Brembate e che forse ci aveva già provato" ha detto il nuovo procuratore di Bergamo, Dino Finolli intervistato dal giornale Provincia Pavese. 


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