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Cronaca

FRANCO LORI/ La rabbia dei genitori del bimbo morto di Prato. Lo striscione: “Quinto comandamento: non uccidere”. E niente rito funebre

La dura reazione dell'undicenne morto per un malore mentre era in gita con la parrocchia. Dopo i primi esiti degli esami autoptici è incontenibile la rabbia della famiglia

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Il giorno della rabbia dei genitori - “Quinto comandamento: non uccidere”: è la scritta apparsa sottoforma di striscione a casa del piccolo Franco Lori, il bambino di 11 anni morto durante una passeggiata, in gita con la parrocchia. Parole che pesano come un macigno, che hanno il sapore di accusa e che sintetizzano l'esplosione di rabbia dei genitori di Franco, che avevano affidato il figlio al parroco e animatori. Non solo ma i genitori hanno deciso, secondo quanto riporta Corriere.it che non ci sarà alcun rito funebre per il bambino, che sarà seppellito nel cimitero di Poggio a Caiano e non a Paperino dove si erano trasferiti. I risultati degli esami autoptici sul corpo di Franco non sono ancora definitivi e ci saranno ulteriori riscontri più approfonditi, ma dai primi accertamenti risulterebbe che il fisico del bambino non fosse segnato da malformazioni evidenti. Ed è forse proprio il fatto di sapere di avere un figlio perfettamente sano che ha fatto esplodere la rabbia dei Lori. Nei giorni immediatamente successivi alla tragica e ancora inspiegabile morte di Franco, la parrocchia aveva parlato di ritardo nei soccorsi, ma il 118 avrebbe invece replicato dicendo che invece non vi sarebbe stato alcun ritardo. Il caso di Franco Lori resta al vertice delle notizie di cronaca e ieri, nella puntata di Pomeriggio 5 cronaca, ne è stato proposto un approfondimento. Alessandra Viero ha mandato un servizio in cui è stato spiegato che il bambino, durante la gita, si lamentava continuamente, sostenendo di essere stanco e di non essere in grado di proseguire il cammino, quindi si è accasciato al suolo. Subito, sia il parroco, che gli accompagnatori che altri genitori presenti, hanno cercato di rianimare il bambino e chiamato i soccorsi del 118, i quali sono arrivati un certo ritardo ritardo, giustificandosi dicendo che nella telefonata si parlava di colpo di calore e che non sarebbero state date indicazioni precise circa il luogo del tragico evento. In collegamento telefonico è intervenuto Mario Marchi per riferire che proseguono gli esami per capire e stabilire le cause della morte. E' stato aperto un fascicolo dalla procura con l'accusa di reato verso ignoti. In studio Sara Bessi, giornalista del quotidiano "La Nazione", arrivata nel luogo dell'accaduto spiega che i genitori e gli accompagnatori sono rimasti traumatizzati, mentre Antonella Boralevi, scrittrice, aggiunge che il dolore è immenso e comprende diverse persone, in primis Franco, che ha patito la stanchezza che lo ha condotto a morire, il dolore dei genitori per la perdita del figlio e il dolore del parroco, che ha visto il bambino morirgli tra le braccia. La scrittrice afferma che sarebbe stato meglio se tutti si fossero fermati nel momento in cui il piccolo accusava stanchezza. Roberto Poletti interviene spiegando che anche lui, quando era piccolo e partecipava alle gite dell'oratorio, veniva spronato a continuare a camminare malgrado la stanchezza, aggiungendo che non bisognerebbe criminalizzare troppo questo fatto. A Pomeriggio 5 viene intervistato il responsabile del 118 locale, Simone Magazzini, che spiega che il ritardo è nato dal fatto che anzitutto la chiamata è arrivata in ritardo e che trattandosi di un colpo di sole, come è stato riferito, l'allarme non era altissimo. Malgrado siano stati utilizzati dei quattro per quattro per arrivare nel luogo dell'accaduto, durate il tragitto ci sono state parecchie difficoltà per raggiungerlo, come delle sbarre di ferro abbassate che impedivano il transito del mezzo di soccorso. La parola ripassa a Sara Bessi, la quale spiega che le è stato impossibile raggiungere i genitori del piccolo Franco, i quali avrebbero poi incontrato Don Franco, il parroco che ha organizzato la gita, al quale viene dedicato un servizio, che spiega che l'uomo è completamente distrutto. Continua alla pagina seguente.