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IL CASO/ Il futuro della sanità tra vino e Coca Cola

Pubblicazione:sabato 30 giugno 2012

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Riuscirà l’Italia ad avere fra 10-20 anni un sistema sanitario non inferiore a quello attuale? La domanda può sorprendere, perché si tende a pensare in termini di progresso, quasi che il miglioramento sia strettamente correlato al procedere del tempo e perché non ci rendiamo conto a quali presupposti sono correlate le attuali prestazioni. Il sistema sanitario dipende da molti fattori: economici, legislativi, organizzativi. Dipende dalla domanda e dall’offerta, dall’invecchiamento della popolazione, dalla comparsa di nuove tecnologie, sempre più miniaturizzate e personalizzate, ma dipende soprattutto dal rapporto tra paziente e medico.

Negli anni ‘90 ho vissuto per dieci anni a New York e ho potuto constatare la qualità del servizio sanitario americano, eccellente per chi non ha problemi economici, carente per chi non ha mezzi per sostenere le cure. Pur appartenendo alla categoria dei fortunati che potevano permettersi le migliori cure, sono rimasto molto colpito da un sistema che arrivava a spendere quasi un terzo della spesa complessiva in assicurazioni. Si tratta di cifre enormi, ma quello che è più grave e che, nel tempo, si è incrinato il rapporto paziente-medico. Quest’ultimo sa che parenti, amici, conoscenti non mancheranno di spingere il paziente a citarlo per danni. I medici e gli ospedali cercano di cautelarsi sottoscrivendo polizze, che diventano sempre più costose, ma soprattutto evitando di assumere rischi non assolutamente necessari. Le terapie praticate non risultano essere quelle più adeguate dal punto di vista clinico, ma quelle che minimizzano i rischi di essere citati in giudizio.

Facendo il confronto tra gli Usa e l’Italia constatavo che negli Usa c’era una elevata qualità media, mentre in Italia c’erano picchi di assoluta eccellenza, accompagnati da casi di profondo degrado. Parlando con gli amici paragonavo la sanità al vino: di qualità standard negli Usa (inutile assaggiare un vino californiano com’è inutile assaggiare la Coca Cola), mentre in Italia esistevano vini eccellenti accanto a quelli di qualità davvero bassa. Nel vino sono stati fatti grandi progressi in tutto il mondo e anche in Italia la qualità è molto cresciuta. Nella sanità ci stiamo avviando a imitare le prassi americane e questo potrebbe avere effetti particolarmente deleteri.

 

Le cause del male

I danni profondi hanno cause lontane, si propagano nel tempo e arrivano a intaccare le strutture al loro interno. Occorre non fermarsi alla superficie, ma scavare all’interno per coglierne tutta la pericolosità. La malattia la si combatte attraverso uno sforzo congiunto tra medico e paziente. Solo una profonda sinergia tra i due può avere successo. Non basta il medico migliore e la terapia più idonea: se il paziente non collabora, non asseconda, non ha fiducia nella cura, anche i risultati ne risentiranno.


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