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PAPA/ Bertone: contro Benedetto XVI attacchi mirati. Ma non si lascia intimidire

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Il segretario di Stato Vaticano, il cardinal Tarcisio Bertone, è intervenuto sulla vicenda dei “corvi”. Lo ha fatto nel Tg1 delle 20.00 spiegando che sono in corso diversi attacchi mirati, feroci e dilanianti, organizzati contro il Pontefice. Che, dal canto suo – ha sottolineato l’altro prelato – non si lascia intimidire. Bertone, anzitutto, ricordando la messa conclusiva di ieri, nell’area Parco Nord – Aeroporto di Bresso, dove erano presenti più di un milione di fedeli, ci ha tenuto a precisare che nei confronti di Benedetto XVI c’è stata una grandissima manifestazione di amore e di sostegno. Lo hanno definito, ha detto il cardinale, il grande allenatore della Chiesa del III millennio. «Una standing ovation che nessun allenatore, nessun giocatore, ha mai avuto», ha affermato. Sul trafugamento di documenti riservati dalle stanze del Papa, si è detto convinto del fatto che si tratti di un triste violazione della sua privacy che sono stati violati, anzitutto, dei rapporti personali. Tuttavia, nonostante le tristi vicissitudini «questi sono giorni di unità e non di divisione, giorni di forza nella fede. E' il momento della coesione di tutti coloro che vogliono servire veramente la Chiesa». Gli attacchi, d’altro canto, ci sono sempre stati. Anche ai tempi di Paolo VI. Non erano, tuttavia – ha ricordato – precisi e personali come questi. Bertone. Svelando un episodio personale, ha fatto sapere che, prima di partire per la visita pastorale di tre giorni ha Milano, in occasione dei festeggiamenti conclusivi per il VII Incontro mondiale delle Famiglie,  Ratzinger ha ripetuto più volte, a lui e ai suoi stretti collaboratori, la parola coraggio. Giunto a Milano, l’ha ripetuta tante volte ai pellegrini e ai terremotati. In questi giorni anche l’ex arcivescovo di Milano, il cardinal Carlo Maria Martini, ha voluto esprimere la propria vicinanza e solidarietà a Ratzinger. L’alto porporato ha detto di aver incontrato il Papa e di avergli suggerito di  «accettare queste cose dolorose come dono è purificatorio. Lui soffre, e noi soffriamo con lui. Ma la verità si compirà».

 

 


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