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ATTENTATO A BRINDISI/ Svolta nelle indagini: né mafia né anarchici, accertamenti su un sospetto

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Possibile svolta dietro l'attentato alla scuola di Brindisi che ha causato la morte di una ragazza di 16 anni. Sin dall'inizio la caccia all'autore dell'orribile gesto si è svolta essenzialmente su due piste: quella mafiosa e quella politica. Nel secondo caso, gli anarchici informali autori già di altri attentati nelle ultime settimane ad esempio quello contro l'amministratore delegato di Ansaldo nucleare. Di fatto però non è mai arrivata alcuna rivendicazione e la pista mafiosa è sembrata ben presto non avere alcun vero motivo, smentita dagli stessi esponenti della criminalità. Poi si sono messe le mani su un filmato che mostrava il possibile attentatore intento a far scattare l'ordigno esplosivo, ripreso grazie a telecamere di un vicino bar. Adesso il capo della polizia Manganelli fa sapere che nelle prossime ore ci sarà una svolta decisiva nelle indagini. Questo dopo aver controllato ben 1400 persone nel solo territorio della provincia di Brindisi. Sembra infatti che le autorità abbiano individuato una persona sospetta su cui starebbero facendo degli accertamenti, Ricordiamo che nei giorni immediatamente successivi all'attentato, erano state lasciate libere due persone che sembravano essere gli autori del fatto. Da parte sua invece il procuratore di Lecce fa sapere che in realtà al momento non c'è alcuna novità sostanziale sulle indagini. Manganelli ha comunque sottolineato che che il responsabile dell'attentato non appartiene ala mafia e neanche agli anarchici. Il capo della polizia è intervenuto durante un incontro alla scuola per agenti interforze dicendo che oggi la mafia non ha la forza di mettersi in contrasto con lo Stato e che neanche elle nuove Brigate rosse possono fare altrettanto. "Ci troviamo a fare i conti con un'indagine che deve dare risposte - quando sapremo chi è stato sapremo anche la matrice. E a chi è stato ci arriveremo" ha spiegato. E' stato anche reso noto un comunciato scritto da alcuni boss della Sacra corona unita, la mafia locale, che hanno sottolineato la loro estraneità alla vicenda assicurando anzi il loro impegno per aiutare a trovare il colpevole.



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