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ATTENTATO BRINDISI/ Meluzzi: vi spiego chi è il folle "senza logica" che ha fatto la strage

Giovanni Vantaggiato, foto Infophoto Giovanni Vantaggiato, foto Infophoto

La vendetta, come sembra dalle prime ricostruzione, non sembra neanch'essa un movente adeguato: "Bisogna capire la vendetta verso chi e perché. Siccome l'oggetto della vendetta non potevano essere quelle povere ragazze colpite, di chi e in che modo voleva vendicarsi e perché e colpendo chi. Perché vendicarsi colpendo alla cieca di solito non è il modo di un vendicatore, lo fa almeno con una risonanza simbolica nei confronti di chi si vendica perché se no neanche la persona oggetto della vendetta capirà che voleva vendicarsi di lui". 

Meluzzi a questo punto suggerisce un altro panorama: "C'è un precedente storico di cui tener conto. La strategia della tensione in Italia a partire dagli anni 70 è piena di colpevoli immediatamente confessi o quasi, che poi si sono rivelati del tutto inadeguati. Pensiamo a Bertoli e all'attentato alla questura di Milano, pensiamo a Fioravanti e all'Italicus e a Bologna. Molto spesso nella strategia della tensione c'è un colpevole di comodo, per cui anche questo caso merita riflessioni attente. Il colpevole facile non è sempre il colpevole vero: c'è un grosso interrogativo che deve essere totalmente chiarito".

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