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ATTENTATO BRINDISI/ Vantaggiato, si cercano i complici. Mistero sul movente

Pubblicazione:venerdì 8 giugno 2012

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Giovanni Vantaggiato è l'attentatore reo confesso della bomba esplosa davanti alla scuola di Brindisi. Questa al momento è l'unica incertezza di un caso che sembrava risolto e invece si prospetta più complesso delle apparenze. Manca infatti del tutto o quasi un movente logico. L'unica certezza è quella dell'opera di uno squilibrato totale, che ha colpito a caso ("Ce l'ho col mondo intero, prima si lavorava e si guadagnava. Ora non più") avrebbe detto l'uomo durante gli interrogatori. Però l'uomo durante gli interrogatori si è lasciato sfuggire un "noi" parlando della preparazione dell'attentato, in particolare il trasporto delle bombole di gas davanti alla scuola. Basta questo per aver riaperto le indagini e scatenato la caccia ai presunti complici di Vantaggiato, ma anche in questo caso il movente appare misterioso. Ecco comunque quanto hanno dichiarato gli inquirenti sul caso: "Giovanni Vantaggiato ha ammesso la sua diretta partecipazione all'azione criminale ma non ha voluto indicarne il movente, assumendo un atteggiamento ai limiti dell'offesa dell'intelligenza di chi lo interrogava, tendente evidentemente ad occultare il concorso di altri, nonostante si sia lasciato sfuggire, nel corso dell'interrogatorio, l'uso del plurale con riferimento al trasporto e alla collocazione del bidone con l'ordigno esplosivo, dovendosi quindi ritenere il coinvolgimento di altri e potendosi altresì ipotizzare l'esistenza di un committente". Giovanni Vantaggiato, 68 anni, è personaggio del tutto indefinibile. Proprietario di un deposito di carburante per macchine agricole, sposato con due figli, dopo l'attentato del 19 maggio avrebbe continuato a lavorare alla sua azienda. Non solo: si sarebbe anche recato a fare lavori sul suo yacht, nella darsena di Porto Cesareo in provincia di Lecce. Secondo un testimone, sembrava tranquillamente intento a fare lavori per poter mettere la barca in mare in tempo per le vacanze. In altre dichiarazioni agli inquirenti l'uomo avrebbe detto di aver scelto quella scuola per il suo folle gesto perché lì non lo conosceva nessuno e quindi era sicuro di non essere riconosciuto. Resta tutto da capire il motivo di un gesto che ha portato alla morte una ragazza innocente di 16 anni. E che poteva tramutarsi in una strage. 


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