BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 10 luglio, vengono celebrati i Santi Audace, Vittoria e Anatolia

Il 10 luglio la Chiesa Cattolica celebra tre Santi martiri i cui nomi compaiono assieme in vari martirologi: Anatolia, Vittoria e Audace. In questo caso parleremo di Santa Vittoria

Tutti i santi Tutti i santi

Il 10 luglio la Chiesa Cattolica celebra tre Santi martiri i cui nomi compaiono assieme in vari martirologi: Anatolia, Vittoria e Audace. Sull'esistenza di quest'ultimo si esprimono dei dubbi storici e molti sostengono che sia un'invenzione degli agiografi, mentre il culto delle due sante è invece molto antico (risale al V secolo) e offre dunque maggiori prove di veridicità. In questo caso ci occuperemo principalmente della vita di Santa Vittoria. La Santa, di cui non si conosce la data precisa di nascita, nel 250 d.C. aveva all'incirca vent'anni e apparteneva a una famiglia patrizia di Roma che si era convertita al cristianesimo. Quando la ragazza venne chiesta in sposa dal nobile Eugenio, venne convinta dalla cugina Anatolia a dedicare la sua vita a Cristo, perciò donò i suoi gioielli ai poveri e fece voto di castità. Per questo suo rifiuto il fidanzato la mandò in esilio nei possedimenti familiari in Sabina, Vittoria finì a Trebula Mutuesca (l'odierna Monteleone Sabino), mentre la cugina venne inviata nella vicina Thiora; avrebbe dovuto rimanere tre anni per aver modo di cambiare idea e accettare il matrimonio e durante il periodo della sua permanenza nel borgo diversi furono i fatti miracolosi. Si narra che nel territorio di Trebula vivesse un terribile drago il cui alito emetteva esalazioni velenose: il signore della cittadina, Domiziano, si recò allora da Vittoria pregandola di scacciare il terribile animale, la santa accettò a patto che tutta la cittadinanza si convertisse al cristianesimo. Tutti accettarono la nuova dottrina e allora lei si recò nella grotta dove dimorava il drago intimandogli di andarsene, e da quel giorno non si vide più. La santa poi disse che voleva che si costruisse un oratorio in quella spelonca e chiese che gli venissero affidate 60 fanciulle vergini che votassero come lei la vita a Dio. Trascorsi i tre anni, il promesso sposo, visto che la ragazza rimaneva ferma nella sua decisione, la denunciò al pontefice massimo che inviò a Trebula un suo emissario, Taliarco. Costui mise alla prova Vittoria imponendole di baciare una statuetta della dea Diana e, al suo rifiuto, la uccise con la spada. La cittadinanza affranta rimase in lutto per sette giorni, mentre il corpo della martire, unto di oli profumati e avvolto in un sudario, venne deposto in un sarcofago che fu collocato nella stessa grotta dove dimorava il drago.