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CLANDESTINI/ 54 morti in mare, fuggivano dalla Libia diretti in Italia

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Strage del mare: la guardia costiera tunisina ha trovato un gommone pieno di cadaveri, ben 54, e un solo sopravvissuto. Erano tutti morti di sete, l'ultimo ancora vivo è stato salvato per un pelo con un ricovero d'emergenza in un ospedale tunisino. Erano diretti in Italia, come sempre in questi casi, partiti dalla Libia, anch'essa l'abituale punto di ritrovo e di fuga per questi disperati del mare. Nei primi sei mesi del 2012 sono circa milletrecento i clandestini giunti in Italia via mare dalla Libia. Questo ultimo carico di disperati non ha avuto fortuna: partiti dalla Libia, quasi tutti provenienti dall'Eritrea, a bordo di un gommone scassato, erano quasi giunti alle coste italiane quando il vento li ha rimandati indietro e hanno cominciato ad andare alla deriva. Hanno così vagato in balìa delle correnti per quindici giorni finendo tutti i viveri e soprattutto le scorte d'acqua. Uno a uno sono morti tutti sotto al sole rovente, per sete: hanno provato a bere acqua di mare, ma è stato inutile. A raccontare queste ore disperate l'unico sopravvissuto. Adesso secondo le guardie costiere ci sarebbe un'altra imbarcazione con cinquanta eritrei che vaga tra Sicilia  e Tunisia, la stanno cercando. Sull'episodio è intervenuto l'alto commissario delle Nazioni Unite: "Mi appello ai comandanti delle imbarcazioni nel Mediterraneo" ha detto "affinché prestino la massima attenzione a possibili casi di migranti e rifugiati in difficoltà che necessitano di essere soccorsi". Ha poi aggiunto che "Il Mediterraneo è uno dei tratti di mare più trafficati del mondo ed è fondamentale che l'antica tradizione del salvataggio in mare continui ad essere rispettata". Nel corso di questo 21012 sarebbero circa mille i clandestini giunti fino all'isola di Malta. Le persone morte in mare mentre cercavano di raggiungere l'Italia sarebbero invece 170. Il problema rimane quello di sempre, nonostante i tentativi di accordi tra Italia e Libia, ma complcie anche la situaizone di transizione che si vive oggi in Libia dopo il crollo del regime di Gheddafi, scarseggiano del tutto i controlli sulle coste libiche. I maviventi che sfruttano il traffico di clandestini hanno quindi buon gioco a metterli in mare, ovviamente senza alcuna garanzia di sicurezza.


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