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IL CASO/ Il maestro D'Orta: affidarsi alla Chiesa è l'unica speranza di Napoli

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Ma ci si rivolge alla camorra perché lo Stato è assente o perché la gente proprio non crede che lo Stato sappia porre dei rimedi?

Ci si rivolge alla camorra per una questione di velocità. Si sa che l'apparato burocratico si muove con lentezza e che affidandosi a questi signori l'emergenza viene risolta non solo velocemente ma con maniere forti e dissuasive. Come nel caso dei rom. La polizia fa sgombrare il campo con le buone, ma poi spesso il problema rimane, questi invece picchiano e incendiano in modo da spaventarli una volta per tutte.

La camorra dunque è una sorta di Stato nello Stato.

Interi quartieri della città si affidano alla camorra. Abbiamo visto la polizia cercare un camorrista famoso, in quartieri come Ponticelli e Secodigliano, e la popolazione sollevarsi contro le forze dell'ordine a difesa di questi delinquenti. Si è come stretta una alleanza con questi personaggi, che da questo modo di fare traggono ancora più potenza sentendosi i paladini di tutti. Anche se non fanno niente per niente: una volta che ti rivolgi alla camorra troveranno il modo di chiederti il dovuto in qualche maniera. Magari protezione quando arriva la polizia e diventa complicato uscire da questo circolo malato.

Il problema educativo invece quanto conta in questo contesto? Cosa vuol dire per un bambino crescere in questa situazione?

E' un problema che tocca sia il bambino napoletano che quello rom. I bambini napoletani vedono scacciati i loro coetanei che non erano responsabili di niente e che avevano avuto la sfortuna solo di nascere in una famiglia che non ha una casa. Non è una bella lezione, anche se l'insegnante spiegherà in classe cosa è successo. Ma i bambini non avrebbero dovuto assistere a questa scena. I bambini rom scacciati come cani davanti al loro diritto di istruzione invece dove andranno? Non hanno certo la possibilità di scegliersi una scuola. Ovunque andranno potrà ripetersi questa situazione.

C'è anche un evidente problema educativo all'interno delle famiglie, prima che a scuola.

Assolutamente sì. Le peggiori  guerre sono quelle tra poveri, sei sempre il meridionale di qualcuno, e per noi i meridionali sono i rom. Questo è molto triste, difficile anche da risolvere. Questi rom hanno diritto allo studio come dice la Costituzione. Altrimenti è una sconfitta dello Stato.


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