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Cronaca

J'ACCUSE/ Ecco chi c'è dietro ai cattivi maestri del non aver figli a ogni costo

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Già: è così pericolosa per la donna in Occidente una gravidanza adolescenziale? Certo non è comune, e certo si dibatte tra le occhiate di riprovazione (è il tabù dei nostri giorni, come un tempo lo era mostrare le gambe in pubblico). Ma se ne può venire a capo bene. Certo non vogliamo invogliare a cercarsele; ma una volta che si è incinte… è davvero l’aborto l’unica soluzione? Guardate un po’ di sana TV, per capirci qualcosa: mi riferisco alle trasmissioni sulle gravidanze delle adolescenti, fatte da gente che sa il suo mestiere e molto viste dai ragazzi; per esempio “Sixteen and pregnant”, “Teen moms”, “La vita segreta di una teenager americana”, e alcune puntate delle TMC News. Viene fuori un quadro che ben descrive la bellezza di essere mamma da molto giovane e anche le fatiche e i pregiudizi in una società europea che, anche se ha vinto la mortalità materna, lo scoraggia come fosse una nuova forma di lebbra: se resti incinta da giovane, la morale comune vuole che tu abortisca; non è vero? Viviamo in una società che ti insegna tutto a proprio tutto su come non avere figli ma niente ma proprio niente su come averli. E mentre ti inculca il bisogno di avere rapporti sessuali da giovanissimi, ti inculca anche l’idea che “quel bambino, semmai ci fosse, non ha da nascere”. Il sito della ONG “Do something”, dedicata al supporto degli adolescenti mostra che la precocità all’approccio sessuale è più dovuta a pressioni esterne (se non lo faccio mi sento inferiore, insomma), piuttosto che ad un bisogno proprio.

Ovvio: attenti al sesso facile dei ragazzini; ma mentre sono ancora tanti i mali che colpiscono i Paesi poveri, nell’Occidente ricco e annoiato la priorità che viene inculcata ai ragazzi è continuare a consumare e comprare: comprare videogiochi e vestiti griffati e cancellare con l’acido muriatico dalla mente l’idea di crescere e avere figli, come se fossero dei poveri fessi che non sanno prendersi responsabilità e far famiglia; che devono continuare a mangiare merendine preconfezionate e “bere” ragionamenti preconfezionati invece di mangiare sana frutta o sano prosciutto e costruire da sé i propri pensieri e i propri passatempi… Ma vestiti alla moda, moto potenti, discoteche costose… cose che con un figlio verrebbero a diminuire, cioè meno oggetti di lusso, meno beni da single… i mercati non ne gioirebbero. Ma siamo certi che siano i nostri giovani a non voler diventare genitori a vent’anni – come facevano i loro nonni senza nessun rammarico - o lo vogliono i mercati?

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