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SENTENZA G8/ Oggi il verdetto, il procuratore generale chiede la conferma delle condanne

Pubblicazione:venerdì 13 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 13 luglio 2012, 15.37

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

E’ attesa per oggi la conferma delle dieci pesanti condanne inflitte ad altrettanti manifestanti no global per devastazione e saccheggio durante il G8 di Genova del 20 e 21 luglio 2001. Il sostituto procuratore generale della Cassazione Pietro Gaeta, in un’ora e mezza di requisitoria, ha spiegato che nel corso delle manifestazioni “l’ordine pubblico di Genova fu posto in pericolo” e ha chiesto la conferma di tutte le condanne che in totale ammontano a circa 100 anni di reclusione. In particolare le pene per i dieci condannati furono: 15 anni di reclusione per Francesco Puglisi; 13 anni a Vincenzo Vecchi; 12 anni e 3 mesi a Marina Cugnaschi; 10 anni a Alberto Funaro; 8 anni a Carlo Arculeo; 10 anni e 9 mesi a Luca Finotti; 8 anni a Antonino Valguarnera; 8 anni a Carlo Cuccomarino; 7 anni a Dario Ursino e 6 anni e 6 mesi a Ines Morasca. Gaeta ha spiegato che “il concetto di devastazione è un atteggiamento sistematico tutt'altro che indeterminato. Mentre il reato più lieve di danneggiamento si esaurisce infatti nella lesione della proprietà individuale, la devastazione incide sull'ordine pubblico. Con la devastazione si vuole dimostrare la contrapposizione non negoziabile. Insomma, la devastazione -ha sottolineato Gaeta - è la messa in discussione dell'ordine civile. Dove c'è devastazione, non ci può essere altra manifestazione di pensiero”. Per questo il sostituto procuratore generale della Cassazione ha chiesto la conferma delle condanne, “per la vastità dei fatti accaduti, le devastazioni compiute a Genova durante il G8 si collocano verso i vertici di una ipotetica scala di gravità sociale del reato e la partecipazione agli atti criminosi di questi 10 imputati non trova la minima giustificazione". Gaeta ha poi parlato di una città "saccheggiata e devastata", dove gli imputati “hanno messo in pericolo l'ordine pubblico". Secondo Gaeta, inoltre, la sentenza d'appello "ha dato una motivazione esaustiva e dettagliata sui singoli episodi", “dal lancio di pietre, di bottiglie molotov, di sfondamento di vetrine e bancomat, di saccheggio di supermercati". 


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