Cronaca
venerdì 13 luglio 2012
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«Le condizioni per fare quella via erano buone, gli alpinisti potrebbero non avere nulla di cui rimproverarsi. È la montagna. E ogni alpinista sa bene che l’imponderabile può sempre accadere». Ad dirlo è Guido Azzalea, guida alpina e presidente delle Guide alpine valdostane (Uvgam), commentando la tragedia che si è verificata ieri, all’alba, tra Italia e Francia, lungo la via che sale al Monte Bianco passando per il Mont Blanc du Tacul e il Mont Maudit.
Il bilancio è grave: quella che le autorità francesi hanno definito «la valanga più letale degli ultimi anni» ha fatto nove vittime e undici feriti, mentre nella serata di ieri 4 dispersi sono stati trovati e recuperati vivi.
Una fatalità, dunque, e senza nemmeno la complicità delle alte temperature. Verso le 4 e mezza di ieri mattina diverse cordate di varia nazionalità sono impegnate nella salita di una delle più belle ascensioni d’alta quota del Massiccio, quella che dal Rifugio dei Cosmiques porta sulla vetta del Monte Bianco. Ma la via detta dei Trois Mont Blanc, nel tratto tra Mont Blanc du Tacul e Mont Maudit, pur facile, è pericolosa. All’improvviso un seracco, uno di quei grandi blocchi di ghiaccio che affiorano dai pendii glaciali, si stacca e rovina sul pendio sottostante. Una cordata viene subito travolta dalla massa di ghiaccio. Non è finita perché la massa glaciale, in un attimo, causa una valanga che trascina a valle tutti gli altri. Alcuni muoiono sepolti dalla neve, altri finiscono in una zona di crepacci aperti, ma si salvano.
«La valanga ha travolto numerose cordate - dirà Fabio Galante, del soccorso della Guardia di Finanza di Entreves (Courmayeur), impegnata nei soccorsi insieme alle squadre francesi - e le ha trascinate sul pianoro tra il Tacul e il Mont Maudit. Aveva un fronte di circa 150 metri». «Il fatto è - dice Azzalea a IlSussidiario.net - che sia sul Mont Blanc du Tacul, sia sul Mont Maudit succede regolarmente che ci siano distacchi di seracchi o valanghe, anche in piena estate. L’incidente ha fatto molte vittime, ma questo dipende anche da fatto che quella via è molto frequentata. Dal Rifugio dei Cosmiques l’altra notte sono partite almeno 40 persone, più quelle che hanno bivaccato in tenda, come avviene di solito, in prossimità dell’Aiguille du Midi. Questo vuol dire che sulla montagna, dove è caduto il seracco, c’erano tante persone vicine».
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