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J'ACCUSE/ Fini vuole usare i nostri soldi per far riconoscere le coppie gay

Anna Paola Concia (InfoPhoto) Anna Paola Concia (InfoPhoto)

Sarebbe più razionale e anche più dignitoso per un parlamentare operare la libera scelta se avvalersi o meno di polizze sanitarie integrative, versando direttamente il premio alle compagnie di assicurazioni come qualsiasi privato cittadino. Anche perché così potrebbero dimostrare di non volersene avvalere avendo fiducia nel sistema sanitario nazionale, che come politici dovrebbero contribuire quotidianamente a rendere più efficiente.

 

Fa queste considerazioni solo per ragioni di tipo economico o anche da giurista?

 

Sul piano giuridico esiste l’art. 3 della Carta costituzionale che stabilisce il principio di eguaglianza tra tutti i cittadini, sul piano dell’assistenza sanitaria i parlamentari sembrano “più uguali” di altri.

 

Il fatto di utilizzare le assicurazioni private permetterebbe quindi di ridurre i costi e ampliare le tutele come già di fatto avviene anche per i conviventi e i conviventi dello stesso sesso?

 

Certamente si ridurrebbero i costi in quanto l’assistenza dei parlamentari, dei loro familiari, conviventi ecc., non graverebbero sulle tasche degli italiani ma solo sulle loro. Sarà poi un affare privato trovare compagnie disponibili ad assicurare anche i conviventi e dello stesso sesso.

 

Perché allora sarebbe un “di meno” rispetto ad estendere questo diritto usando i soldi pubblici?

 

Perché è chiaro l’intento simbolico della proposta del presidente Fini. Il ragionamento è questo: assodato che a noi parlamentari, ai nostri familiari e conviventi, lo Stato ci riconosce dei privilegi, perché non estendere tali privilegi anche ai nostri compagni dello stesso sesso così dando a queste unioni rilievo e dignità pubblici? Se non lo facessimo le staremmo discriminando, no? Ma il problema di fondo è eliminare il privilegio, non estenderlo!

 

Se venisse approvata l’estensione, pensa che si potrebbe aprire una breccia perché non accada la stessa cosa anche alle coppie omosessuali di semplici cittadini nella sanità pubblica?

 

Qui non si tratta di sanità pubblica, che grazie al cielo in Italia è garantita a tutti, ma di prestazioni appunto integrative che normalmente si possono conseguire solo pagando o assicurandosi. “Normalmente”, perché invece per i parlamentari, i loro familiari e conviventi sono a carico di noi contribuenti.

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