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Cronaca

ATTENTATO BRINDISI/ Cosimo Parato al pm: ecco chi è il complice di Vantaggiato. Ma il legale smentisce.

Cosimo Parato rivela il nome di chi aiutò Vantaggiato a preparare l’ordigno che, una volta esploso davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, ha ucciso la giovane Melissa Bassi.

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Ecco chi aiutò Giovanni Vantaggiato a preparare l’ordigno che, una volta esploso davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, ha ucciso la giovane Melissa Bassi. A riferire il nome del presunto complice dell’imprenditore, attualmente in carcere con l’accusa di strage, è Cosimo Parato, l’uomo che nel 2008 scampò a un attentato poi confessato dallo stesso Vantaggiato. E’ l’Ansa a riferire che Parato, imprenditore agricolo di Torre Santa Susanna, durante l’interrogatorio di venerdì scorso avrebbe riferito importanti dettagli e il nome di un presunto complice al pm di Brindisi Milto De Nozza e alla presenza del suo legale. L’uomo avrebbe anche fatto riferimento ai propri rapporti d'affari con l'azienda di proprietà della famiglia Vantaggiato che, sempre secondo quanto riferito,  avrebbe avuto anche diversi legami con Mesagne, città di Melissa Bassi e delle altre studentesse ferite, nell’ambito dell’attività di fornitura di carburante. Poco dopo la diffusione di questa notizia, è il legale dello stesso Parato, Raffaele Missere, a smentirla: in una dichiarazione rilasciata all’Adnkronos, l’avvocato avrebbe detto che quella che circola in queste ore “è una notizia destituita di ogni fondamento”. Missere conferma di aver partecipato all'interrogatorio di venerdì scorso ma ha fatto sapere di non aver sentito le affermazioni di Parato di cui si parla. Intanto, a quasi due mesi dall'attentato di Brindisi in cui rimase gravemente ferita, la giovane Veronica Capodieci è stata dimessa dal centro ustioni dell'ospedale Cisanello di Pisa. La ragazza, dopo il terribile evento, era stata ricoverata a Pisa dal 24 maggio e sottoposta nel corso di questo periodo a numerosi interventi chirurgici per ricostruire le gravi ferite. “Oggi siamo felici. Giornate come questa restano impresse per tutta la vita, perché ci ripagano del lavoro difficile che facciamo quotidianamente", ha fatto sapere Antonio Di Lonardo, direttore del Centro Ustioni.