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IL CASO/ Dalla Fornero alla Camusso, dalla Bindi alla Minetti: vittime di chi?

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Susanna Camusso (Foto: InfoPhoto)  Susanna Camusso (Foto: InfoPhoto)

Scintille al femminile tra la Fornero e la Camusso, sulla necessità di essere “uomini”, cioè duri, perfino spietati, nel lavoro, e di scindere il pubblico dal privato, dove è possibile esprimere sentimenti di amicalità e dolcezza “femminili”. Dicano quel che devono, ma le smorfie del segretario Cgil, il suo porsi alle telecamere e sul palco, il piglio delle sue parole sono ben meno femminili delle aggraziate pose ed esitazioni del ministro.  E’ il carattere che conta, e la coscienza della propria identità: quella, grazie a Dio, è diversa tra uomini e donne, ed è un peccato cancellare le differenze.

Commenti da camionisti alticci quelli di Beppe Grillo su Rosy Bindi, colpevole di aver tenuto fermo, nel suo ruolo di presidente del Pd, il principio che i diritti della persona vanno salvaguardati, ma il matrimonio tra omosessuali è un’altra cosa. Grillo come Berlusconi, hanno chiosato i vertici del partito, nell’evidente imbarazzo di ritrovare nel possibile alleato a sinistra lo stesso atteggiamento sessista dell’odiato nemico (Berlusconi aveva fatto una celebre battuta di cattivo gusto, Grillo insulta una posizione politica con argomenti affatto politici). E di volgarità in rozzezza, Ferrara l’intellettuale che replica a Grillo che “deve avere un cervello proporzionato alle parti basse”… ma davvero non sappiamo più come intrattenerci in queste afose giornate di luglio? Due appunti: che gli uomini con le donne non così avvenenti e giovani non siano galantuomini, ahinoi, è risaputo, è un’amara e ingiusta legge della vita. 

In quanti lindi tinelli con le tendine a merletti figurano quadretti con proverbi scurrili, e paragoni tra le età delle donne e le terre inesplorate, poi desertiche, che tutti conoscono ma nessuno vuole abitare? Negli spogliatoi dei palestrati, nelle cabine dei guidatori di Tir, nelle bettole dei portuali, nei portafogli dei carpentieri e nelle valigette firmate dei docenti universitari e dei politici, figurano le foto della Fornero, della Bindi, della futura astronauta ingegnere o il sedere di Belen o dell’ultima coniglietta, nostrana o d’oltreoceano? Mica solo i marinai, come cantavano Dalla e De Gregori. Chiedete ai vostri figli un giudizio sulle compagne di classe: scostumate o racchie, e in entrambi i casi utilizzo sinonimi gentili. Dunque? Cent’anni di battaglie per il rispetto della dignità delle donne non sono serviti a nulla? Madonne o streghe, angeli o zitelle o puttane, un’alternativa dannata e fatale, connaturata a quell’Eva che irretì e condusse al male il primo uomo? (guardate la Minetti, che vien voglia di difenderla, così, per ripicca. La nomina il capo, tutti s’inchinano, nel partito e in Regione, e ora si svegliano con imbarazzi e indignazioni e le intimano di andarsene? Parliamo chiaro, Alfano, chieda le dimissioni del suo leader, se c’è un imputato è lui. E la prossima volta che scegliete i parlamentari, se proprio non volete farli scegliere a noi, imbarazzatevi prima, e staccate gli occhi dalle misure del reggipetto).



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