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ROSSELLA URRU LIBERA/ Boniver: una vittoria del "metodo" italiano

Pubblicazione:mercoledì 18 luglio 2012

Rossella Urru è stata liberata Rossella Urru è stata liberata

E’ finita. Rossella Urru, la cooperante italiana rapita in Algeria lo scorso ottobre, è finalmente libera. A confermarlo dopo ore di apprensione è stato proprio il ministro degli Esteri, Giulio Terzi: “E’ stata liberata, si tratta di una bellissima notizia”, ha detto. La giovane, originaria di Samugheo, in provincia di Oristano, è stata rilasciata e affidata a dei mediatori insieme agli altri due cooperanti spagnoli anch’essi rapiti presso il campo di rifugiati vicino a Tindouf, in Algeria. “Ho portato i saluti del presidente Napolitano ai familiari di Rossella che sono qui con noi all'unità di crisi”, ha aggiunto Terzi, spiegando che appena si riusciranno a prendere contatti diretti con il Mali sarà finalmente possibile parlare con la 30enne sarda. Il ministro ha anche fatto sapere che il Capo dello Stato “ha seguito personalmente, insieme al presidente del Consiglio, a me e a tutto il governo questo caso così difficile per l'opinione pubblica italiana”. La notizia del rilascio è ovviamente arrivata in fretta a Samugheo, il piccolo paese sardo dove adesso è un susseguirsi di urla liberatorie, applausi e clacson in festa. Il parroco del paese, una volta appresa la notizia, si è immediatamente recato in chiesa per fare suonare le campane.  «La conferma è arrivata pochi minuti fa – spiega a IlSussidiario.net Margherita Boniver, inviato speciale per le emergenze umanitarie del ministro degli Esteri – Non conosco ancora i dettagli ma siamo felicissimi, raggianti». Ancora una volta, continua a spiegare, «il governo italiano si è dimostrato all’altezza, riuscendo come in tutte le passate occasioni, fatta eccezione per rari casi, a riportare a casa i nostri ostaggi. Ho avuto modo di occuparmi di tantissimi casi e in ogni occasione sono straordinari la capacità e il coordinamento messi immediatamente in atto innanzitutto dall’Unità di crisi della Farnesina, a cui va rivolto ancora una volta un grande plauso. Il merito è di tutti quei funzionari che lavorano giorno e notte su questi delicati e difficilissimi casi, incredibilmente diversi l’uno dall’altro, ma anche di tutti coloro che in un modo o in un altro prendono parte a queste operazioni». 


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