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ISTAT/ Ecco perché non si può dire che la famiglia è in crisi

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Secondo il rapporto annuale diffuso da Istat per l'anno 2012, la famiglia italiana è sempre più in crisi. Aumentano le separazioni (anche se il numero dei divorzi è in lieve calo, probabilmente per motivi economici), si riduce il tempo di durata del matrimonio con un limite di 15 anni. Emergono poi nuove forme di relazione, come i Lat ("Living apart togehter"), quelle coppie cioè che pur avendo un rapporto affettivo stabile preferiscono vivere separatamente e non sotto allo stesso tetto. Anche in questo caso, una delle motivazioni dietro a questa scelta sono le difficoltà economiche, ma anche la scarsa fiducia in una relazione che possa essere stabile. Secondo la professoressa Giovanna Rossi contattata da IlSussidiario.net, questi dati non dimostrano però che la famiglia sia un istituto in crisi, anzi. "La ricerca per il Family 2012 evidenzia che a fronte di comportamenti sempre più individualizzati e con condizioni di rischio, c'è comunque una tenuta della famiglia" dice. "Non si può sempre e solo dire che la famiglia è in crisi. Dobbiamo anche affermare che la famiglia è risorsa che genera capitale sociale per chi ne fa parte e anche per altri".

 

Dai dati che emergono dall'indagine Istat si deduce che aumentano le separazioni e diminuiscono i divorzi.

Nulla di nuovo rispetto a una tendenza in atto: cresce la crisi della coppia e di conseguenza aumentano le separazioni. Il dato relativo alla diminuzione dei divorzi non è significativo. Un aspetto peculiare del nostro Paese rispetto ad altri, riguarda il fatto che dopo un divorzio ci si risposa di meno, quasi a indicare che il fallimento del primo matrimonio confermi, in modo indiretto, la validità dell'istituto matrimoniale.

Ci spieghi meglio questo dato.

Mentre in altri Paesi ci si risposa più facilmente, pensiamo agli Stati Uniti dove le famiglie ricostituite superano le  prime unioni, in Italia ogni volta che c'è un fallimento, difficilmente si vuole  ritentare e si sceglie, al contrario, la forma della convivenza. Occorre inoltre tenere presente che, nel nostro Paese, come emerge dalla ricerca EVS  (European Values Study, 2009) è di gran lunga prevalente (76%) l’orientamento secondo il quale il matrimonio sia ancora un’istituzione valida. Va tuttavia notato che il valore in gioco non sembra essere l’attaccamento all’istituzione matrimoniale quanto l’attaccamento al “proprio” matrimonio, ovvero alla propria personale relazione coniugale con l’altro/a. Questa interpretazione è avvalorata dal fatto che oltre metà degli intervistati valuta positivamente il fatto che due persone convivano senza essere sposate e cioè adottino un comportamento lesivo del matrimonio-istituzione. 

Che fenomeno è quello dei LAT ("Living  Apart  Together")?

Nella ricerca  EVS questa tipologia di coppia emerge chiaramente. L’acronimo LAT (Living  Apart  Together)  indica un tipo di relazione in cui i due partner si considerano una coppia stabile ma non condividono la residenza. Le motivazioni sottese a tale scelta includono: la crescente condivisione dei valori individualistici; l’attenzione alla verifica della qualità emotiva della relazione intima prima di intraprendere un percorso più stabile vincolante; il cambiamento dei ruoli di genere nella società che rendono più appetibili per le donne tutte quelle situazioni che le lasciano più libere dalle responsabilità domestiche; l’esigenza di flessibilità e mobilità nelle scelte lavorative e sentimentali.

Come si spiega questo fenomeno?

E’ l’emergere estremo della individualizzazione delle relazioni di coppia: non si vuole condividere se non una piccola parte dell'esistenza e mantenere elevati gradi di autonomia. Ma non sono da sottovalutare  i problemi di ordine economico che rendono difficile nel nostro paese fare famiglia.

Domina cioè la sfiducia nel rapporto inteso come definitivo?

In questo tipo di relazione di coppia c'è una difficoltà a costruire un noi e certamente non è previsto un progetto di vita familiare comprensivo dei figli

E in Italia questo tipo di coppia è diffuso?

A livello europeo l'Italia si posiziona al di sopra della media. L'Europa ha una percentuale del 5,1 in Italia è dell'8,5. Emerge una forte enfasi  su un’idea di coppia in cui determinante è libertà e la realizzazione individuale.  Determinante  la rete amicale che costituisce un ambito fondamentale di relazione.    

E' anche un elemento che la dice lunga di come sta cambiando l'idea di famiglia.



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