BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPENDING REVIEW/ Abolizione delle province. Ma si tiene conto della buona amministrazione?

Una riforma è costruttiva se non si basa su principi astratti. MASSIMO TRESPIDI, presidente Provincia di Piacenza spiega come molti di questi enti siano esempi di governo vicino ai cittadini

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Entro nel dibattito in corso sul tema della soppressione delle Province sia perché sono in prima linea come amministratore sia perché sento l’urgenza e il dovere di prendere una chiara e netta posizione, ponendo l’attenzione su alcuni principi fondamentali per l’esercizio di una corretta e autentica democrazia. In questi mesi ho sentito tante parole, tanti interventi, tante opinioni sul tema delle Province e, ammettiamolo, non sempre chi parla è veramente preparato sull’argomento che si presta a commenti spesso banali e demagogici. Non ho intenzione di aggiungerne altri, ma vivo tutta la responsabilità, in uno spirito di costruzione e di servizio del bene comune della mia comunità territoriale, di condividere alcune considerazioni che spero facciano riflettere e, se possibile, correggere le gravi storture che si produrranno a seguito dei recenti provvedimenti adottati.

Concordo pienamente sulla necessità urgente di un riordino complessivo del sistema istituzionale italiano che vada dal livello centrale ai singoli livelli locali, in un’ottica di razionalizzazione e contenimento della spesa. Ritengo che la partita non sia di facile soluzione e richieda sforzi, impegno e sacrifici da parte di tutti. Detto ciò, in primis come amministratore e poi come cittadino, sono altrettanto convinto che questo processo così importante per il Paese debba essere gestito - sì gestito - da chi ne ha la responsabilità, dando segnali forti e chiari che premino il merito della buona amministrazione. Per questo se dobbiamo pensare ad un criterio con cui “razionalizzare” e reimpostare un sistema non si può non partire dal riconoscimento di una buona e responsabile gestione: chi ha sempre rispettato il patto di stabilità? chi ha un basso livello di indebitamento? chi ha i bilanci in equilibrio e in ordine?

Parto da una premessa di fondo. La Costituzione è stata recentemente riformata ed è stata confermata l’attuale struttura istituzionale che opera da quarant'anni su quattro livelli di governo. La retorica della diatriba sulla non possibile coesistenza di Regioni e Province è di fatto superata dalle innumerevoli funzioni che nel corso di questi anni sono state delegate e trasferite dai livelli più alti ai livelli locali, più vicini ai territori e ai cittadini. Non altrettanto comprensibile è invece la nascita e la proliferazione, a cui abbiamo assistito in questi anni, di organismi, enti, agenzie a livello territoriale spesso rivelatisi inutili e costosi dal punto di vista del funzionamento, nonché inefficaci per quanto riguarda la risposta data ai cittadini.