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BOMBA AD OSTIA/ Rientra l’allarme. L’ordigno era vero, ma non poteva esplodere

Un tranquillo sabato al mare è stato sconvolto, oggi pomeriggio, da momenti di panico. Sulla spiaggia di Ostia, infatti, è stato ritrovato un pacco bomba fortunatamente inoffensivo

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Un tranquillo sabato al mare è stato sconvolto, oggi pomeriggio, da momenti di panico. Sulla spiaggia di Ostia, infatti, è stato ritrovato un pacco bomba. Al momento dell’allarme, erano presenti molte famiglie con bambini. Molti si sono allontanati mentre alcuni, temendo un’esplosione, si sono tuffati in acqua. Ad effettuare il ritrovamento è stato uno dei bagnini dello stabilimento balneare Il Capanno di piazzale Magellano che ha scorto, nella sabbia, nei pressi di una cabina telefonica sul lungomare, una busta di plastica sospetta. Al suo interno si trovava una pipe bomb armata, ovvero un ordigno esplosivo artigianale a forma di tubo. Oltre all’esplosivo, c’erano anche dei bulloni, dei cavi elettrici, dei chiodi e un telefonino. Quest’ultimo avrebbe potuto fungere da innesco. Tuttavia, gli artificieri, una volta analizzato il congegno, hanno scoperto che il cellulare non conteneva la batteria e neppure la scheda sim. Non sarebbe stato possibile, quindi, inviargli l’impulso necessario per far esplodere la bomba. Benché l’allarme sia rientrato, quindi, è stato fatto presente che si trattava di una bomba vera e propria, semplicemente mancante di una componente, e non di un semplice “simulacro”. Il dispositivo era stato trasportato dagli artificieri della Questura in un luogo dove, in caso di esplosione, non potesse arrecare danni a persone o cose. Protetti da uno scafandro antiesplosivo, si sono avvalsi di un robot dotato di telecamera. Ora le diversi componenti saranno analizzate una ad una, per individuare eventuali indizi che possano far risalire all’artefice dell’ordigno. Secondo gli esperti, in ogni caso, non c’è dubbio che si tratti di un professionista. Particolari verifiche riguarderanno la polvere contenuta nel tubo. Sembra che la sua composizione fosse tale da escludere che potesse provocare una detonazione di particolare entità. Gli inquirenti, ora, passeranno al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza che sono disposte sul lungomare. L’ipotesi, per il momento, è che non vi sia un movente politico o terroristico, ma che si tratti di un’iniziativa dimostrativa e intimidatoria legata al racket.

 


COMMENTI
21/07/2012 - Chissà (Mariano Belli)

e se fosse l'inizio di una strategia della tensione già vista in anni precedenti? se dietro ci fossero gli stessi della bomba di Brindisi? Siamo in un momento storico particolare, non si può escludere nulla...