BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL FATTO/ Auguri a Marco Gatti, amico prezioso di sempre

Marco Gatti Marco Gatti

Quando siamo insieme a una degustazione, a una cena, ci divertiamo ancora come dei bambini (o dei matti) e a volte ci commuoviamo quando incontriamo persone di umanità varia (ricordi Mario Pesce a Nizza Monferrato ?). Marco sulla sua auto tiene due foto: quella di don Giorgio e quella di Gianni, suo suocero, che quando gli disse che avremmo fatto Papillon, gli rispose: “Voi ce la potete fare perchè siete amici”. Che roba strana: altri avrebbero chiesto il business planning... Don Giussani, diceva che l'amicizia è il lusso della compagnia, che insieme ti portano a compiere il tuo destino. Quanto è vero anche questo se penso a questi trent'anni insieme: dall'università ai primi approcci col vino, fino a condividere tutto il resto. Se dovessi dirvi cos'è un amico, devo andare indietro di qualche anno, quando dopo la festa del mio matrimonio, che quest'anno si rinnova dopo 25 bellissimi anni, vissi un altro giorno speciale, allorchè mi diedero la cittadinanza onoraria del mio paese, Masio, (era luglio anche allora, anno 2005). E quel giorno, quando arrivai nella piazza col ballo a palchetto, partì il suono maestoso della banda. L'aveva ingaggiata Marco. E chi altri ? La banda che da bimbi ci metteva il brivido della festa; la banda del funerale di Giacomo, il 27 dicembre del 1990; la banda della canzone di Mina o di Claudio. La banda che siamo noi; la banda che è ardente come la nostra amicizia... che a 50 anni è ancora più salda e, come una grande Barbera, non perde la stoffa, anche se questa scolora... mentre il legame fraterno, no: è limpido come una bella giornata di sole. Come oggi Marco!

© Riproduzione Riservata.