BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL FATTO/ Auguri a Marco Gatti, amico prezioso di sempre

Pubblicazione:

Marco Gatti  Marco Gatti

"L'amicizia è bellissima, quasi indescrivibile; sappiamo che ha i colori stremati delle vigne d'autunno sulle nostre colline ed il verde soffice e rugiadoso di certi prati in primavera; è una sorta di Bach per organo, è l'Adagio di Albinoni, è la musica che senti nei sogni; è la poesia di Montale; è fulgida come una donna di Tiziano e struggente come un paesaggio di Turner."

Dedico queste parole del mio Riccardo Riccardi conte di Santa Maria di Mongrando a Marco Gatti, che oggi 23 luglio compie 50 anni. Marco Gatti è il mio migliore amico e, ironia della sorte, anche il mio migliore amico fin da quando giocavo nel cortile del mio quartiere a Milano si chiamava Marco. Pure mio figlio, proprio per questo motivo, si chiama Marco e come secondo nome fa Giacomo, perchè nacque sei giorni dopo che un altro straordinario amico, Giacomo Bologna, ci aveva lasciati. Il padrino di Marco è Marco (Gatti) che l'ha convinto a fare, come abbiamo fatto noi, il corso per diventare sommelier, o anche solo per imparare un metodo.

Ieri, essendo buon gioco che fosse domenica, abbiamo festeggiato, ma oggi, che è un lunedi d'estate, saremo insieme per mezza giornata, solcando le nostre colline del vino, fra il Monferrato e il Roero, dove Marco riceverà un premio giornalistico. E andremo a Priocca, a trovare il conte Riccardi, che riposa nel cimitero in mezzo alle vigne. E poi, magari, a Rocchetta Tanaro, in quello strano Brasile dove abbiamo mosso i primi passi di Papillon. Dice ancora il conte Riccardi: "L'amicizia, negli anni, è come la donna che ami: non scolora, non raggrinzisce dacché il tempo nulla può sull'immagine che ti fece innamorare”. Quanto sono vere queste parole. Io devo tantissimo a Marco, perchè senza la sua amicizia non ci sarebbe quella nostra espressione che poi ha contagiato tanti: Papillon. Lui è un amico molto generoso, tenace, simpatico, che ti risponde al telefono a qualsiasi ora e ti fa compagnia durante un lungo viaggio in auto su e giù per l'Italia. Ma soprattutto è un amico che gioisce e soffre con te anche se non te lo dice, perchè è un piemontese, di inclinazione monferrina, come lo sono io. In comune abbiamo tantissime cose: il disprezzo per le spiagge d'estate e per le creme solari - per citare la prima che mi viene in mente - il vino rosso frizzante, a iniziare dalla Barbera con sublimazione sul Barbacarlo, la cassoeula e la bagna caoda, che ogni anno celebriamo insieme perchè fanno parte del rito dell'amicizia a tavola.
E qui come non ricordare un altro passo del Conte: “Ancor più importante dello spartire il cibo (per buono che sia) è con gli amici che apri le buone bottiglie (solo gli umanisti e i “fafiocchèe” ingollano vino da soli); anzi, più prezioso è il vino, più caro l'amico con il quale stappi la bottiglia”
Io e Marco, ancora, abbiamo in comune il lavoro, quello di giornalisti, più detestati che amati nella cerchia dei cosiddetti gastronomi, forse proprio perchè due sono un portento rispetto alla solitudine degli adoni del gusto.



  PAG. SUCC. >