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ISLAM/ Sbai: la storia di Shafilea, uccisa dal padre per un matrimonio negato

Pubblicazione:martedì 24 luglio 2012

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

La responsabilità, mi duole dirlo, non solo in Inghilterra ma dovunque ciò accada, è tutta e solamente in capo a chi ha il dovere di reprimere questi fenomeni. A una certa politica in primis, che ancora vagheggia di una società immaginaria in cui la libertà di culto corrisponde al niqab, in cui la libertà di autodeterminarsi corrisponde al matrimonio combinato, in cui gli usi e costumi corrispondono all’infibulazione. Poi quella società civile sorda e buonista che si bea delle chiacchiere da salotto radical chic, sulla necessità di espressione di ogni afflato culturale, quand’anche questo metta in catene una donna o una giovane che vuole essere parte integrante del Paese che l’ha accolta. O che semplicemente voglia essere libera. Di Shafilea ce ne sono migliaia nascoste nelle case in cui abitano, ormai prigioni a tutti gli effetti, incatenate da padri e comunità talmente chiuse e infettate dall’estremismo culturale da non riuscire più a vedere che davanti a sé c’è una figlia o una moglie. Una lama pende sul collo di tutte queste povere ragazze, ormai imprigionate nel silenzio e che sono destinate, un giorno o l’altro, a fare la conoscenza con la violenza e con la morte. La società occidentale ha deciso, non comprendendo la responsabilità storica che si sta assumendo, di lasciarle sole. Forse solo quando l’estremismo omicida inizierà a colpire anche le figlie di chi oggi non vuole vedere, la coscienza collettiva si risveglierà, sperando che non sia così tardi da non poter più porre rimedio. Come è stato per Hina Saleem, per Rachida Rida. Jamila che non poteva andare a scuola perché troppo bella o Nosheen, ridotta in fin di vita perché rifiutava un matrimonio combinato. Ah, tanto per rimanere in tema, dal 9 luglio è sparita a Monza una sedicenne pakistana, Parveen Ayes, di cui non si hanno più tracce. Speriamo non abbia fatto la stessa fine, perché i presupposti appaiono tragicamente simili.



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