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Cronaca

SCIOPERO FARMACIE/ Domani 26 luglio serrata contro la spending review

Domani 26 luglio le farmacie di tutta Italia entrano in sciopero per protestare contro i tagli della spending review. Garantito il funzionamento di quelle di turno secondo il calendario

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Come annunciato lo scorso 10 luglio, i farmacisti entrano in sciopero domani giovedì 26 luglio. Lo fanno per protestare contro la spending review, i tagli imposti dal governo, che secondo la categoria penalizzano fortemente il settore farmaceutico. Lo dice Federfarma rendendo noto che hanno aderito già diverse associazioni regionali ad esempio quelle di Marche, Lazio, Lombardia e diverse provinciali tra cui Genova, Treviso, Empoli e Napoli. Secondo la federazione dei farmacisti la spending review mette a rischio 20mila posti di lavoro con esuberi che in regioni come le Marche potrebbero toccare quasi cinquecento lavoratori. Inoltre una farmacia ogni quattro sarebbe esposta al rischio della chiusura. Secondo Federfarma poi il governo ha individuato un tetto di spesa pari all'11,5% rispetto al precedente 13,3%. La spesa farmaceutica invece è stata alzata nel nuovo tetto di spesa al 3,2% contro il precedente 2,4. La spesa territoriale nel 2011 è stata del 13,2% del Fondo Sanitario Nazionale, al di sotto del tetto (13,3%), nonostante sia calcolata al suo interno una parte cospicua della spesa sostenuta direttamente dai cittadini (1,3%). La manovra prevede un ulteriore aumento dello sconto obbligatorio che le farmacie private applicano al Ssn, rendono noto sempre da Federfarma. E' prevista una contrazione della spesa per la farmaceutica territoriale convenzionata. Il governo ha individuato un nuovo tetto di spesa pari all'11,5% rispetto al precedente 13,3%. Per contro la spesa farmaceutica ospedaliera viene innalzato il tetto di spesa che passa dal precedente 2,4% al 3,2% per cento. La spesa territoriale nel 2011 è stata del 13,2% del Fondo Sanitario Nazionale, al di sotto del tetto (13,3%), nonostante sia calcolata al suo interno una parte cospicua della spesa sostenuta direttamente dai cittadini (1,3%). Quella ospedaliera, invece, è stata pari a 3,6%, superando il tetto del 2,4%. Dice il presidente di Federfarma che "La manovra avrebbe dovuto tagliare i rami secchi della spesa farmaceutica, mantenendo quelli sani.  Paradossalmente è successo il contrario: tagli sono stati applicati alla farmaceutica territoriale, da sempre in pari e in grado di fornire la rendicontazione trasparente e corretta. Nella spesa farmaceutica ospedaliera vi sono sprechi conclamati, eppure per questa voce di spesa sono previste maggiori sovvenzioni". E' previsto almeno in alcune regioni un piano di apertura delle farmacie secondo il turno già stabilito dal normale calendario, ad esempio a Napoli.