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STATO-MAFIA/ Onida: l’inchiesta della Procura è contraria alla Costituzione

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In realtà negli anni ’90 l'argomento suscitò discussioni e la Corte costituzionale fu chiamata più volte a pronunciarsi. Le conclusioni cui giunse furono che il 41 bis era legittimo purché si adottasse una determinata interpretazione che salvaguardasse il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, e non contraddicesse la finalità rieducativa della pena. Personalmente ho contribuito anch’io alla adozione di un paio di queste sentenze, nel periodo in cui ero giudice della Corte costituzionale.

Uno degli indagati, l’ex ministro della Giustizia, Giovanni Conso, ha dichiarato che alcuni provvedimenti di carcere duro furono revocati per una sua decisione autonoma, senza alcuna influenza esterna…

Non vedo ragioni per non credere a una persona come Giovanni Conso, di cui ho avuto modo di conoscere la statura morale, oltre che la competenza tecnica.

Che cosa ne pensa invece delle polemiche sul mancato coordinamento nelle indagini?

Se ci sono delle connessioni tra le inchieste delle Procure di Palermo, Firenze e Caltanisetta, può nascere un problema di reciproco coordinamento, di cui si è discusso a proposito della lettera che il presidente Giorgio Napolitano indirizzò al procuratore generale della Corte di Cassazione, ricordandogli la necessità di coordinare le indagini.

 

(Pietro Vernizzi)




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