BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ILVA TARANTO/ Cervellera (Sel): l’azienda ha fatto troppo poco per tutelare l’ambiente

Pubblicazione:venerdì 27 luglio 2012

Il golfo di Taranto con lo sfondo del petrolchimico Il golfo di Taranto con lo sfondo del petrolchimico

Quello venuto alla luce in questi giorni è un conflitto tra ambiente e lavoro, e a rischiare di essere penalizzato è soprattutto il lavoratore. Io mi auguro che ci sia un riesame da parte della magistratura sulla base del ricorso che è stato presentato, con la possibilità che le nuove regole, molto più rigorose rispetto al passato, possano essere imposte all’azienda con il consenso di quest’ultima nell’ambito dell’Aib (Autorizzazione integrata ambientale). L’azienda stessa deve poter investire molte risorse per rendere eco-compatibile una determinata fabbrica.

 

Lei auspica un passo indietro da parte del Gip?

 

La magistratura ha sequestrato gli impianti senza la facoltà d’uso, soprattutto per quanto riguarda cokeria e acciaieria. Poiché l’Ilva è a ciclo integrale, ciò impedisce il prosieguo dell’attività nella produzione dell’acciaio e quindi condanna la fabbrica a rimanere chiusa. La magistratura ha usato le maniere forti, pur tenendo conto del fatto che era presente una questione di natura sociale, dando priorità alla tutela della salute pubblica. Questo ovviamente ha comportato dei notevoli problemi, mentre a mio avviso si sarebbe dovuta scegliere un’altra strada. Occorreva tenere conto di quanto era stato realizzato in Regione Puglia con la rivisitazione dell’Aib, imponendo regole molto più chiare e impegni rigorosi in tempi rapidi. Questo purtroppo non è avvenuto.

 

Ma il giudice non si è basato proprio sulla legge di cui lei è il primo firmatario?

 

Quella legge ancora non è stata applicata. Il suo testo prevedeva che nel giro di 90 giorni dall’approvazione, che risale al 17 luglio scorso, occorreva compiere una valutazione del danno sanitario e imporre all’azienda di evitarlo. Se da questa valutazione del danno sanitario prodotta da Arpa, Ares (Agenzia Regionale Sanitaria) e Asl, fosse risultato che le polveri sottili hanno degli effetti nocivi molto forti sia sui lavoratori sia sulla popolazione, si poteva prescrivere all’azienda di coprire i parchi minerali. Un’altra possibilità era quella di chiudere le due batterie più inquinanti. Bisognava fare coesistere il prosieguo dell’attività industriale con la massima tutela possibile della salute del cittadino.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.