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STATO-MAFIA/ Mirabelli: Ingroia in Guatemala? In realtà non c’è nessun complotto

Pubblicazione:venerdì 27 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 27 luglio 2012, 9.14

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Non vedo perché non debba essere così. Sarà, in ogni caso, compito del procuratore di Palermo assicurare il corretto funzionamento dell’ufficio. E’ bene ricordare, infine, che l’iniziativa della Procura dovrà pur sempre essere sottoposta al vaglio della magistratura giudicante. Le sorti del procedimento sono affidate, in ultima analisi, alle valutazioni di giudici terzi e non solo, come è ovvio che sia, della magistratura inquirente.

In ogni caso, come mai l’Onu richiede la presenza di un magistrato italiano in una missione estera?

Nell’ambito delle Nazioni Unite esistono diverse posizioni ricoperte dai magistrati nazionali che vengono attribuite, di norma, a coloro che si ritiene dispongano di competenze specifiche nell’ambito in cui andranno a operare. Evidentemente, la professionalità di Ingroia è stata considerata adeguata e preziosa per il compito a cui sarà destinato. Di norma, inoltre, vengono presentate una serie di candidatura che possono ricevere l’avvallo del governo. Spesso, addirittura, la candidatura viene proposta direttamente dal Paese.

Per quanto riguarda l’Italia, ci sono precedenti analoghi?

Esiste, da un lato, una presenza di magistrati italiani in alcune sedi di rappresentanza diplomatica che funge collegamento con gli organi rappresentanti dei Paesi ospitanti e che consentono di agevolare lo sviluppo delle pratiche che riguardano le estradizioni o la collaborazione tra autorità giudiziarie per le inchieste; dall’altro, vi è una presenza all’estero che mette a frutto importanti competenze nella lotta alla criminalità organizzata. Il che significa che esiste una professionalità giudica positivamente dei nostri magistrati. 

 



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