BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ILVA TARANTO/ Un "dramma" che sta cambiando la vita della gente

Pubblicazione:

Lavoratori dell'Ilva di Taranto (InfoPhoto)  Lavoratori dell'Ilva di Taranto (InfoPhoto)

Tali iniziative hanno centrato l’obiettivo che si erano proposte: tenere viva l’attenzione di tutti i cittadini e dei media locali e nazionali sulla problematica occupazionale. È da sottolineare, a tal fine, che tutte le manifestazioni si sono svolte senza generare alcun tipo di disordine e di sostanziale contrasto di ordine pubblico. 

Nell’esperienza di molti, i fatti accaduti hanno fatto compiere un cammino passando da una latente rassegnazione − determinata dal mero ricatto della scelta fra salute e lavoro e la forzata individuazione di un nemico – (posizione questa comune alla maggioranza dei cittadini), ad una consapevolezza che nella storia che viviamo, fatta di condivisione di bisogni, di amicizia e di rapporti umani, possiamo guardare a questi eventi drammatici come una grande opportunità. In questi giorni, sembra paradossale, siamo stati mossi dalla consapevolezza che la realtà è positiva. Ci siamo pertanto cercati a vicenda, motivati dal desiderio di giudicare insieme i fatti accaduti ed intravvedere qual è veramente la speranza per tutta la città pur dentro questa realtà obbiettivamente difficile e drammatica. 

Siamo convinti che le cose non accadono a caso: “nella vita di chi Egli chiama Dio non permette che accada qualcosa se non per la maturità, se non per la maturazione di coloro che Egli ha chiamati”, diceva don Luigi Giussani. “Ma chi di noi ha pensato che quello che succedeva era per la nostra maturazione?” 

Facciamo allora nostro e seguiamo quanto ha detto l’Arcivescovo di Taranto, intervistato sull’accaduto: “Questo è il nostro compito: favorire l’unità ed aiutare ad un giudizio sereno in questo momento”. “Tutti dobbiamo sacrificarci per il bene di Taranto, non dobbiamo anteporre nulla al futuro di questa terra bellissima e ferita che ci è stata donata, che non è nostra. Dio ci chiederà conto della vigna che ci è stata affidata”. 

Per noi tutti è bella la consapevolezza di non essere soli in questa sfida: ci sentiamo collocati dentro un popolo che ridesta continuamente il desiderio della piena realizzazione dell’umano che è in noi. 

Infine crediamo che dopo i fatti che si sono susseguiti in questi giorni nulla tornerà come prima, ma che la vicenda drammatica che Taranto ha vissuto segni davvero un punto di non ritorno.

 

Massimo Notarnicola



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.