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Cronaca

ADOZIONI/ Vanoni (giudice): i tempi troppo lunghi scoraggiano le famiglie

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Per l'estero, parliamo in media di quattro anni. Dobbiamo fare una distinzione per la nazionale: non si tratta di domande delle famiglie, ma di dichiarazioni di “disponibilità ad adottare” che vengono presentate ai tribunali per i minorenni. Conseguentemente, si apre un'istruttoria di conoscenza e di valutazione dell’idoneità della coppia. Dopodiché le coppie restano sospese in una specie di limbo per un periodo che varia da tribunale a tribunale; poche vengono chiamate per un abbinamento con un concreto bambino, la maggior parte aspetta finché la pratica viene d’ufficio archiviata, in tempi variabili da un tribunale all’altro. Noi vorremmo che le famiglie venissero informate in tempi ragionevolmente brevi e in modi meno penalizzanti: ci piacerebbe che venissero aiutate a maturare all'interno di questo cammino e che non fossero trattate solo come “strumenti” da usare, all'occorrenza e in base al bisogno del momento.

Diceva che i bambini adottabili sono in numero molto inferiore rispetto alle coppie richiedenti. C'è una spiegazione a questo?

La questione va considerata sotto due punti di vista. L'aspetto positivo implica che la realtà sociale è evoluta, i servizi sono più presenti e aiutano maggiormente le famiglie e perciò le situazioni di totale abbandono sono inferiori. D'altro canto, questo è correlato ad un aumento degli aborti: una volta, una donna che non aveva intenzione di diventare madre, portava a termine la gravidanza e poi dava in adozione il piccolo appena nato. Oggi, se lo desidera, può fermare la gravidanza molto prima.

Quali tipi di famiglie fanno maggior ricorso alle adozioni?

Sicuramente, la quasi totalità è rappresentata dalle coppie sterili perché il percorso è diventato così lungo e difficile e finisce per scoraggiare i coniugi che hanno già altri figli. Questo implica che le coppie infeconde devono compiere un percorso di maturazione perché il desiderio di avere un figlio, da solo, non è sufficiente per far maturare nelle persone la disponibilità affettiva ed emotiva di diventare genitore di un bimbo che non ha generato: tutto ciò non è automatico, specialmente tenendo conto della frequente problematicità di questi bambini che spesso hanno alle spalle storie personali e familiari dolorose e traumatiche.

Quali sono state le vostre richieste alla Commissione?