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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 29 luglio, si celebra il Beato Urbano II

Il giorno 29 luglio la Chiesa Cattolica rende omaggio a Papa Urbano II. Nato a Châtillon-sur-Marne nel 1040, Ottone di Lagery ascese al soglio pontificio nel 1088 proprio con questo nome

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Nato a Châtillon-sur-Marne nel 1040, Ottone di Lagery ascese al soglio pontificio nel 1088 con il nome di Papa Urbano II. Essendo di nobili origini, ebbe il privilegio di essere istruito ai princìpi della religione cattolica da San Bruno nell'importante scuola di Reims, gestita da alcuni uomini di Chiesa. Fu proprio a Reims che egli prese la decisione di divenire arcidiacono per poi trasferirsi in qualità di priore nell'antica abbazia di Cluny. L'allora Papa Gregorio VII lo nominò vescovo nel 1078 affidandogli la cura delle diocesi di Velletri e Ostia. A egli, inoltre, sempre da Papa Gregorio VII venne affidato il ruolo di legato pontificio presso l'imperatore Enrico IV in Germania e qui si guadagnò l'approvazione del Papa che lo nominò, insieme a pochissimi altri, tra quelli più meritevoli di essere nominati alla sua morte come Successore di Pietro. Tuttavia, l'immediato successore di Gregorio non fu Urbano II ma Papa Desiderio che guidò lo Santa Chiesa Cattolica fino al 1088, anno in cui venne eletto Papa proprio Urbano II che, rientrando a Roma l'anno successivo della sua elezione, mise in fuga l'antipapa Clemente III. Papa Urbano II durante tutto il suo pontificato non mancò certo di proseguire degnamente l'opera di Papa Gregorio VII, mettendo in atto le riforme che questi aveva previsto per effettuare una profonda opera di miglioramento della Chiesa Cattolica. Per questo motivo ricevette il sostegno e l'approvazione di molti vescovi e prelati di tutta Italia che appoggiarono la sua decisione di intraprendere nuove battaglie contro i mali che era riusciti a insinuarsi in seno alla Chiesa quali la vendita delle cariche ecclesiastiche (simonia) e la nomina dei vescovi da parte dell'imperatore. Per adempiere a queste e a molte altre opere che lo videro impegnato con l'unico fine di apportare significativi miglioramenti all'interno della Chiesa, egli intraprese molti viaggi percorrendo tutta l'Italia: nella parte meridionale della penisola riunì un conclave che emanò definitivamente la condanna della simonia, delle nomine dei vescovi da parte dell'imperatore, riaffermando definitivamente l'obbligo di celibato per i membri del clero e dando maggior rigore alla vita all'interno dei monasteri.