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ILVA TARANTO/ Il vescovo Santoro: così la Chiesa difende il lavoro degli operai

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I cantieri dell'Ilva dal golfo di Taranto  I cantieri dell'Ilva dal golfo di Taranto

Il lavoro va difeso lasciando integra l’occupazione, l’ambiente va tutelato con investimenti massicci. Proprio per questo, oltre a visitare gli stabilimenti dell’Ilva e a pranzare con gli operai, per mostrare la mia solidarietà, mi sono anche recato all’ospedale Nord di Taranto dove ci sono i malati di cancro per le emissioni di diossina.

 

La Chiesa ha affiancato queste forme di vicinanza anche a un impegno fattivo?

 

L’impegno della Chiesa prima di tutto è sempre stata un’attenzione costante al mondo del lavoro, e in particolare a quest’opera grande e straordinaria come l’Ilva, ma che nello stesso tempo ha sconvolto il territorio di Taranto e provincia. Gli impianti siderurgici hanno cambiato la faccia della realtà locale. Quelli che erano contadini sono diventati operai, e si è sentita la necessità di una transizione ordinata dal mondo dell’agricoltura a quello dell’industria.

 

In che modo la Chiesa ha accompagnato questi passaggi delicati?

 

Nel 1968 c’è stata la memorabile visita del Papa Paolo VI all’Italsider (nome precedente dell’attuale Ilva, ndr), in un momento politicamente teso, con i lavoratori politicizzati al massimo. Il Santo Padre è venuto e ha mostrato la sua vicinanza. Più tardi c’è stata la visita di Giovanni Paolo II. L’intera pastorale è andata quindi in questa direzione, tanto è vero che monsignor Guglielmo Motolese, storico arcivescovo di Taranto, ha voluto il cappellani del lavoro proprio nell’Ilva.

 

Come si è manifestato questo impegno negli ultimi accadimenti?

 

Il primo aspetto che anch’io come arcivescovo posso offrire è che non siamo estranei al problema, ma condividiamo e portiamo insieme le difficoltà. In questi giorni mi trovavo in Brasile per delle ordinazioni sacerdotali, nella mia antica diocesi di Petropolis. Interromperò la visita per essere già domani a Taranto e fare una fiaccolata e una veglia di preghiera, partecipando quindi ai momenti in cui la lettura della revisione della sentenza può procurare maggiore tensione. Anticipo il mio ritorno perché sento che il compito del pastore è quello di stare con il suo popolo.

 

La Chiesa svolge anche un ruolo di mediazione tra le parti?



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COMMENTI
31/07/2012 - Uomini di Do in aiuto di uomini. (claudia mazzola)

Grande il vescovo Santoro, quando mai senti parlare così, grazie.