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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 31 luglio, si festeggia Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti

Pubblicazione:martedì 31 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 31 luglio 2012, 16.56

Tutti i santi Tutti i santi

Oggi, 31 luglio, la Chiesa ricorda sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei gesuiti. Della sua vita si possiedono numerose biografie, compresa una scritta da lui stesso che è pubblicata con il titolo di “Autobiografia”. Ignazio Lopez nacque ad Azpeitia, nei paesi baschi spagnoli nel 1491, da una ricca famiglia nobile del casato dei Loyola. Ultimo di sette fratelli, come si usava un tempo nelle famiglie di un certo lignaggio, era destinato alla vita religiosa e già da bambino ricevette la tonsura, ma Ignazio era portato per le armi e l’azione e scelse di divenire cavaliere. Il padre allora lo inviò in Castiglia, presso don Juan Velazquez, ministro della corona, perché provvedesse al suo addestramento. Il quindicenne Ignazio divenne paggio e apprese le buone maniere della vita di corte, ma il suo carattere esuberante lo portò a una vita piuttosto dissoluta e fu anche protagonista di episodi di rissa durante i festeggiamenti del carnevale del 1515: venne sottoposto a un processo, ma godeva della protezione di personaggi potenti e non subì alcuna condanna. Alla morte di Velaszquez il cavaliere di Loyola passò a offrire i propri servigi al viceré di Navarra e per lui combatté anche durante l’assedio di Pamplona del 1521 quando venne ferito gravemente a una gamba.

Per curarsi Ignazio venne portato nella casa di famiglia a Loyola, ma nonostante il prodigarsi dei medici e due interventi, l’arto rimase più corto e da quel momento iniziò a zoppicare. Durante la lunga convalescenza il cavaliere per passare l tempo si dedicava alla lettura, ma in quella casa non vi erano libri che parlassero della gesta di nobili guerrieri e dovette dedicarsi alle letture di carattere religioso, le uniche possedute dalla cognata. Apprendere la vita di Cristo e quella dei santi fu per lui illuminante, tanto che volle abbandonare definitivamente le armi per dedicare la sua vita alla religione e decise di partire in pellegrinaggio per Gerusalemme, dove era certo avrebbe capito cosa Dio voleva da lui.

Partì nel febbraio del 1522 alla volta di Barcellona dove avrebbe potuto imbarcarsi, ma prima sostò nell’abbazia di Monserrat dove rinunciò a tutti i suoi beni e fece voto di servire Cristo. Un’epidemia di peste gli impedì di giungere nella città catalana e si fermò per oltre un anno a Manresa dove si sottopose a una vita di preghiera e penitenza e scrisse delle meditazioni che poi sarebbero divenute le norme cardine del comportamento della Compagnia di Gesù che fondò in seguito.
Poté recarsi a Gerusalemme solo nel 1523, ma la sua permanenza fu breve perché gli venne ordinato di far ritorno in Spagna, ma una volta in patria si rese conto di non avere alcuna preparazione teologica, per cui si dedicò agli studi: prima in diverse università iberiche e poi a Parigi.


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