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NOZZE GAY/ Vi spiego perché l'Italia non può seguire Hollande e Zapatero

Pubblicazione:giovedì 5 luglio 2012

Due manifestanti per i diritti omosessuali (Infophoto) Due manifestanti per i diritti omosessuali (Infophoto)

Non sembra possa esservi alcun dubbio, infatti, che, in uno Stato di diritto, le questioni interpretative non possono risolversi sulla base di semplici opzioni di ordine valutativo, puramente individuali ed estranee a qualsiasi forma di controllo obiettivo. Non può esservi dubbio, insomma, che l’obbedienza richiesta all’interprete nei confronti del dato positivo debba essere pur sempre, per dirla con un’efficace e fortunata espressione di Philipp Heck, un’obbedienza (non cieca, ma) “pensosa”, “riflessiva”, e cioè costantemente attenta a cogliere le opzioni di ordine valutativo del legislatore e a tenerne adeguatamente conto anche nella soluzione dei casi non espressamente regolati. L’idea che sembra doversi respingere fermamente è, in altri termini, quella secondo cui la complessità sociale e il pluralismo dei valori abbiano messo ormai definitivamente in crisi qualsiasi aspirazione sistematica del giurista. 

Il tema coinvolge un quesito che interessa anche l’ordinamento italiano: esiste un diritto progressivo senza barriere nazionali che a colpi di maggioranze condizionate da una visione che si è definita di riformismo ideologico, comporterà che anche il diritto civile italiano dovrà cedere all’annientamento del criterio della distinzione di sesso in maschile e femminile ai fini della legittimazione a contrarre matrimonio e subito dopo ad adottare minori?

Cruciale è a questo punto intendersi su cosa siano Persona e Famiglia, che per un giurista significa dedurne il loro statuto dalle soglie di tutela e, per chi vuole confutarne tale statuto, accettare che ciò significa mutarne radicalmente il loro significato giuridico e sociale. Alla tutela della prima sono attribuiti diritti assoluti, che cioè non si dirigono verso un oggetto, sono tutelati, come si dice, erga omnes, non seguono il paradigma delle res. Ma tra questi diritti assoluti della persona esiste un diritto a sposarsi? No. Il diritto civile affronta l’istituto matrimoniale nell’ambito di quelle situazioni giuridiche che non trovano la loro fonte in un altro diritto soggettivo, ma si radicano in situazioni extra legem o meglio ante legem. 


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