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SENTENZA G8/ Siamo in un paese libero e civile, se lo ricordi anche chi manifesta

Pubblicazione:venerdì 6 luglio 2012

Un poliziotto con una telecamera durante una operazione di sgombero (Foto: Infophoto) Un poliziotto con una telecamera durante una operazione di sgombero (Foto: Infophoto)

Può darsi. Anche il carabiniere che l’ha ucciso. Non ci si dovrebbe arrivare, a suscitare e subire tanta paura, perché è difficile, quando la folla si accalca, quando la battaglia si accende, capire che chi hai di fronte non è da odiare, non è da fermare con la forza. Ma chi difende la legge ha una responsabilità in più, è stato educato alla pazienza, alla freddezza, a  non reagire, non esternare, non abusare di un potere che non è per sentirsi più forti e  intoccabili. Quindi, onore a tutti quei poliziotti e carabinieri che, non so come, riescono a restare impassibili quando sorprendono criminali e delinquenti, quando si sentono sbeffeggiare  e umiliare e non reagiscono mai.  E nessuna copertura, mai, per chi sbaglia, per chi copre chi sbaglia, per gli occultamenti di prove, i depistaggi, la corruzione...

Siamo un paese democratico, capita di rado che ad alti livelli le forze dell’ordine vengano condannate, e questa condanna diventi monito ed esempio. Siamo un paese civile, e libero. Ricordiamocelo, alla prossima manifestazione.



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