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TERREMOTO/ Quella "strana" alleanza tra mamme e figli

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L'asilo di Reggiolo (InfoPhoto)  L'asilo di Reggiolo (InfoPhoto)

È come l’episodio dell’obolo della povera vedova tramandato dall’evangelista Marco: un gesto piccolo, quasi insignificante rispetto alle grandi offerte dei ricchi, ma ancor più importante proprio perché è costato più fatica ed è stato fatto con il cuore. Così è la donazione fatta dalla scuola per l’infanzia Santa Marta di Sesto Fiorentino all’asilo “La gioiosa” di Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, colpito dal terremoto: 1.500 euro e giochi per i suoi piccoli ospiti. Una donazione non delegata a un fondo o a un conto corrente, ma partecipata dai genitori dei bambini che hanno voluto cosegnare di persona la propria solidarietà. La signora Isabella, mamma di una bimba di 3 anni, racconta a IlSussidiario.net il percorso che mercoledì 4 luglio ha portato lei e altre quattro mamme fra le macerie di questo paese colpito al cuore dal sisma del maggio scorso. «Al termine di ogni anno scolastico organizziamo una cena di commiato dove ognuno si impegna a preparare una pietanza da consumare tutti insieme. Scegliamo di non andare in pizzeria perché ciò che viene risparmiato è destinato ad un progetto di beneficenza. La particolarità è che, da sempre, consegniamo in prima persona ciò che abbiamo raccolto. Quest’anno la scuola ha contattato la Curia che ha segnalato il nome del parroco di Reggiolo: don Gino ha chiesto che i fondi venissero donati all’asilo nido del paese, gravemente danneggiato dal terremoto».

Durante la cena le mamme della Santa Marta sono riuscite a a raccogliere 1.500 euro. Ed hanno fatto qualcosa in più: anche il fondo per le migliorìe della scuola, alimentato ogni anno dalle offerte dei bambini che “diventando grandi” lasciano l’asilo per passare alla scuola primaria, ha preso la via dell’Emilia. «Dopo aver contattato la direzione dell’asilo di Reggiolo», spiega mamma Isabella, «ci siamo convinti che per un anno potevamo rinunciare a qualcosa di nuovo per aiutare chi non aveva più niente. E abbiamo pensato a ciò che può servire a far tornare il sorriso ai più piccoli: giochi da giardino e tricicli».

Ma la gara di solidarietà non era ancora finita: i piccoli alunni della Santa Marta hanno deciso di comprare un giocattolo, bambole e macchinine da unire ai regali per i bambini della “Gioiosa”. «Così giovedì», continua Isabella, «io e altre mamme abbiamo compiuto una piccola spedizione con destinazione Reggiolo. Siamo rimaste scioccate: gli edifici del centro storico sono martoriati e comprensibilmente e irrimediabilmente danneggiati, vista l'età. Ciò che, invece, non riusciamo a spiegarci sono gli scheletri pericolanti di case costruite solo pochi anni fa. Abbiamo visitato l’oratorio di don Gino, una struttura vastissima che comprende campi da calcio, aule, sale giochi e una casa di riposo che è stata dichiarata inagibile e, quindi, completamente evacuata. Il teatro che fa parte del complesso dell’oratorio verrà completamente demolito fra pochi giorni: dopo le scosse di maggio rimangono in piedi solo alcune colonne rette da travi di fortuna che danno la sensazione di dover crollare da un momento all’altro. Don Gino però era tranquillissimo anche mentre attraversavamo quell’edificio che sembrava un colabrodo!».



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