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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Dalla Cina agli Usa, ecco la mappa

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I funerali di alcuni martiri copti  I funerali di alcuni martiri copti

Il Dipartimento di Stato americano ha recentemente pubblicato l'International Religious Freedom Report per il 2011, che evidenzia la diminuzione di libertà religiosa nel mondo. Ilsussidiario.net ha chiesto al professor Daniel Philpott, dell'Università di Notre Dame nell’Indiana, la sua opinione sul rapporto e sullo stato della libertà religiosa, anche in Europa e negli Stati Uniti. Se la Primavera Araba ci lascia “numerose domande su come verranno trattate le minoranze sotto i nuovi governi”, negli USA “l'Amministrazione Obama ha intaccato pericolosamente la libertà religiosa” afferma Philpott, che sottolinea inoltre l'importanza di questa essenziale libertà sia per “la dignità delle singole persone” che per “la stabilità e la pace del Paese”.

 

Il recente Rapporto Internazionale sulla Libertà Religiosa per il 2011 mostra un declino della libertà religiosa in molti Paesi, per esempio in Cina ed Egitto. Cosa ne pensa?

 

Concordo con i risultati del rapporto sulla mancanza di libertà di religione nel mondo. In Cina si registrano nuovi casi di repressione, per esempio con il vescovo Ma Da Qin agli arresti domiciliari, con il continuo rifiuto del governo cinese di riconoscere i vescovi validamente ordinati dalla Chiesa di Roma e la costante pretesa di avere ordinazioni governative mediante la Chiesa patriottica. Non si può dire, quindi, che in Cina la situazione stia migliorando. In Egitto, come in molti Paesi della Primavera Araba, il problema è come le minoranze verranno trattate dai nuovi governi islamici. E in Egitto la minoranza cristiana rappresenta il 10% della popolazione. In Siria, se cade il regime di Assad si apre la questione delle minoranze, sia cristiane che musulmane. Vi sono, quindi, numerosi punti interrogativi e pericoli per la libertà religiosa nel mondo.

 

Come è cambiata la situazione a seguito dei movimenti in favore della democrazia, come la Primavera Araba?

 

Credo che vi sia una serie di domande aperte sul fatto che la Primavera Araba porti effettivamente la democrazia. Inoltre, se per democrazia si intende libere elezioni, ciò di per sé non garantisce la libertà religiosa: un governo eletto dalla maggioranza potrebbe anche decidere di non rispettare le libertà civili e i diritti delle minoranze. Nel caso della Primavera Araba, penso che non dovremmo trarre conclusioni affrettate. Per esempio, in Egitto il nuovo governo sotto Mohamed Morsi ha finora dato segni di voler rispettare le minoranze religiose, anche se c'è chi pensa che sia solo per timore dell'esercito. Non penso, comunque, che si debba tornare al tempo delle dittature e ripristinare regimi come quelli di Assad, Mubarak o Gheddafi, anche se i cristiani sembravano più protetti. Occorre invece cercare di sviluppare un modello di democrazia che includa la libertà religiosa, anche con un governo islamico.

 

L'Occidente può far qualcosa per aiutare a incrementare la libertà di religione negli altri Paesi?



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