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Cronaca

VATILEAKS/ Introvigne: ma quali segreti, è solo un’operazione commerciale

Immagine d'archivio (Infophoto)Immagine d'archivio (Infophoto)

Al di là di quanto è stato scritto, mi rifiuto di credere che queste persone fossero mosse dal desiderio di fare del bene alla Chiesa. Anche perché non è stata fatta alcuna pulizia e non è stato scoperchiato alcun sepolcro oscuro. 
Sono invece convinto che l’operazione sia di natura commerciale. Qualcuno ha preso dei soldi per rubare dei documenti, il libro è finito al primo posto in classifica e si è creato un vasto giro di quattrini.
A pochi importa la lunga serie di reati che sono stati commessi, sia per la giustizia vaticana, che per quella italiana, che per ragioni politiche non interverrà. 
Colpisce comunque il successo di una propaganda rivolta ai meno attenti basata su documenti in gran parte al limite dell’irrilevanza. 

La vicenda secondo lei si sta avviando alla conclusione?

Direi di sì, proprio perché do a questa storia un’interpretazione micro-complottista. C’è stato infatti un piccolo complotto che ha permesso a qualche giornale di strillare che in seno alla Chiesa ci sono segreti nascosti e che alcuni impavidi giornalisti hanno osato sollevare il velo. Mi pare che la cosa finisca qui.

Finisce anche la caccia ai corvi?

Il corvo era il maggiordomo, non andrei a cercarne altri tra i cardinali. Magari ci sarà anche un informatico e una segretaria. Chiunque dovesse passare dalla segreteria di stato nella prefettura della Casa pontificia si potrebbe accorgere di quanta gente passa per quei corridoi. 

E quali misure dovrà prendere la Santa Sede per il futuro secondo lei?

Solo una migliore selezione del personale. Che delle persone abbiano accesso alla stanza del Pontefice per fare i mestieri è inevitabile. 

(Carlo Melato) 

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