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Cronaca

CAMORRA/ Arrestato il capoclan Matrone. Era soprannominato "la belva"

Con un doppio ergastolo pendente, Francesco Matrone era latitante dal 2007. Si erano perse le tracce ma i Carabinieri lo seguivano da tempo e l'hanno trovato in un'abitazione anonima

(Infophoto)(Infophoto)

Arrestato Francesco Matrone, capoclan della camorra, soprannominato “la belva”. Il nucleo dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Salerno hanno catturato il super-latitante classe 1947, oggi 65enne, latitante dal 2007 e colpito da due ergastoli per duplice omicidio e altro. Matrone era stato inserito nell’elenco dei 9 latitanti di massima pericolosità del “Programma Speciale di Ricerca” elaborato dal ministero dell’Interno. L’attività, coordinata dalla Procura Distrettuale di Salerno è tuttora in corso con perquisizioni nell'area di Battipaglia e Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno (Campania) dove si rifugiava il latitante. Nelle operazioni sono stati impiegati oltre 100 militari dell’Arma, un elicottero e unità cinofile.

Francesco Matrone, capoclan di una delle più pericolose cosche della camorra, originario di Scafati, era soprannominato “la belva”. Il latitante è stato accerchiato nel territorio di Battipaglia, dove si rifugiava da tempo in un'abitazione anonima. E' dal 2007, dopo che si erano perse le sue tracce, che le forze dell'ordine hanno cominciato la caccia all'uomo proprio nell’agro nocerino-sarnese, che è una delle zone di maggiore influenza di una delle più potenti cosche camorristiche. Stanno proseguono tuttora le perquisizioni dei militari. Attenzione particolare è riservata all'area compresa tra i comuni di Battipaglia e Montecorvino, la cittadina dove il boss aveva trovato riparo.

Alla cattura della "belva" hanno partecipato circa cento carabinieri coadiuvati da un elicottero del settimo nucleo di Pontecagnano e da unità cinofile. A coordinare le attività investigative è stato il procuratore della Repubblica Franco Roberti con i comandanti della Legione carabinieri Campania, generale Carmine Adinolfi, del Ros, generale Mario Parente, e del comando provinciale di Salerno, colonnello Fabrizio Parrulli.

Al momento, riferisce il Corsera, vige uno stretto riserbo sui possibili sviluppi del blitz che, non è escluso, potrebbero portare ad altri arresti in giornata. Il generale Adinolfi, appena ha appreso della notizia dell'arresto di Matrone si è recato a Salerno nella caserma del Comando provinciale per esprimere il suo più vivo compiacimento per il successo dell'operazione.