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CRISI VACANZE/ Palmucci (Aica): l’Italia può vivere solo di turismo, anche senza gli italiani...

Quest’estate non è stata molto felice per il turismo, dato che molti italiani non si sono recati in vacanza. Con GIORGIO PALMUCCI abbiamo fatto il punto su questo importante settore

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È appena trascorso Ferragosto, un giorno che tradizionalmente rappresenta lo spartiacque delle vacanze italiane. Quest’anno, a dir la verità, non si sono visti “esodi” sulle autostrade con lunghissime code ai caselli. Per gli operatori del turismo si dice che questa sia un’estate davvero nera, la peggiore degli ultimi anni. Si è detto che solo quattro italiani su dieci sono andati in vacanza e che si è registrato un calo delle presenze nelle località di villeggiatura fino al 30%. Per capire meglio il momento che sta attraversando questo settore della nostra economia, ilsussidiario.net ha intervistato Giorgio Palmucci, amministratore delegato di Hotelturist Spa, proprietaria del marchio THresorts by Tivigest, nonché Presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, organizzazione nata a luglio dalla fusione tra l’Associazione italiana compagnie alberghiere e Confindustria alberghi.

Cominciamo dai numeri: risulta anche a voi questo calo di presenze nelle località italiane?

Purtroppo, la realtà è proprio questa. Soprattutto per quel che riguarda la destinazione mare, i cali di questa estate sono stati effettivamente intorno al 30% e sono stati più pesanti nel turismo di fascia medio-bassa: gli hotel a 4-5 stelle hanno sofferto meno rispetto a quelli di categoria inferiore. Si è vista in particolare una diminuzione della presenza di clientela italiana, mentre quella straniera continua a rimanere stabile.

Questo picco negativo si è visto lungo tutto il periodo estivo o in un mese particolare?

Gli stranieri sono venuti come sempre nei mesi di giugno e luglio. In agosto, invece, erano gli italiani a farla da padrone. Si tratta del mese che tradizionalmente nel nostro Paese è dedicato alla vacanza ed è quindi quello in cui il calo di presenze si è fatto più sentire.

La principale causa di questa situazione, come è facile immaginare, è da imputare alla crisi economica.

Non è che gli italiani non si sono mossi ad agosto perché hanno scelto di frammentare le vacanze in più periodi dell’anno, come avviene in altri paesi come Francia e Germania. Questa “scelta” è stata dettata dalla minor disponibilità economica. Basti pensare che praticamente fino a giugno c’è stata grande incertezza sull’entità dell’Imu. E per pagarla in molti hanno utilizzato quella quota della quattordicesima che magari veniva destinata tradizionalmente alle vacanze.

Si sono notati dei cambiamenti nelle abitudini di chi è riuscito ad andare in vacanza?