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Cronaca

RAMADAN/ Quella lettera "dimenticata" che imbarazza i musulmani

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Il processo di integrazione, naturalmente differente per ogni generazione di musulmani presente in Italia, avviene in concreto nei luoghi di socializzazione. Uno tra tutti la scuola, dove nascono rapporti di amicizia, rispetto e collaborazione e dove può e deve essere superata ogni diffidenza tra persone che possiedono credenze diverse. E’ questa la grande scommessa dell’integrazione che, anche a livello educativo, deve portare a una convivenza attraverso una positiva valorizzazione delle differenti tradizioni, naturalmente cercando e trovando quei punti comuni di storia, cultura e sensibilità che permettono un sereno rapporto.

La lettera di Scola si intitola “Cristiani e musulmani insieme per smentire chi strumentalizza le religioni”, mentre don Alberti, responsabile per il dialogo interreligioso della diocesi di Milano, ha fatto sapere che “da quindici anni lavoriamo con tutte le comunità islamiche e abbiamo ottenuto buoni risultati”. Cosa ne pensa? E come si spiega allora quanto avvenuto domenica?

E’ indubbio che vi sia un grande lavoro da parte della Chiesa Ambrosiana riguardo il processo di cui stiamo parlando ma è altrettanto vero che c’è ancora molta strada da fare, in particolare nella promozione di occasioni di reale confronto. Proprio per questo è sempre più necessario andare ben oltre l’ottica, puramente politica, di strumentalizzazione reciproca in cui dialogo e confronto vengono facilmente sfruttati per tutt’altri fini. La finalità deve costantemente avere un chiaro obiettivo, vale a dire quello di pervenire a una tolleranza reciproca che non deve essere subordinata esclusivamente a esigenze di ordine pratico ma finalizzata a una effettiva convivenza rispettosa tra diverse credenze, affinché si possa avere la possibilità di guardarsi reciprocamente con occhi diversi nella costruzione di una società più giusta e solidale.

 

(Claudio Perlini)

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COMMENTI
20/08/2012 - Sedicente rappresentante (Giuseppe Crippa)

Bene ha fatto Claudio Perlini a presentarci, grazie al prof. Borghesi, la portata e la profondità del messaggio del cardinal Scola ai musulmani radunati per la preghiera in occasione della fine del Ramadan, ma per completezza d’informazione occorrerebbe ora che ci venisse chiarito se chi ha ricevuto – e di fatto cestinato - il messaggio avesse titolo a rappresentare i musulmani milanesi. Personalmente fatico a credere che i musulmani milanesi si sentano rappresentati da Davide Piccardo, fondatore dei “Musulmani per Pisapia" e candidato alle comunali per Sinistra e Libertà. Fossi in loro lo sfrutterei finchè facesse comodo per poi trattarlo come gli altri infedeli.